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Abilis, partner del centro di screening per il coronavirus «drive-in» di Berna

La piattaforma sanitaria digitale Abilis riveste un ruolo importante nello screening del COVID-19. Nel quadro del centro di test installato a Berna (BernExpo), Abilis ha creato un questionario di valutazione online (Coronacheck Abilis) e garantisce gli scambi di informazioni protetti tra le diverse persone coinvolte. Le persone invitate a sottoporsi al test ricevono un’e-mail con un identificativo da presentare al centro di test. I risultati vengono trasmessi segnatamente tramite notifiche sull’app mobile Abilis.

Abilis, partner del centro di screening per il coronavirus «drive-in» di Berna

Info sanitarie

Come proteggersi dal coronavirus

Data : 07/09/2020 16:02

Il coronavirus, che comporta il Covid-19, si trasmette principalmente attraverso goccioline prodotte quando una persona infetta tossisce, starnutisce o espira. Queste goccioline sono troppo pesanti per restare nell’aria e cadono rapidamente a terra o su ogni superficie vicina.

Questo virus può anche essere trasmesso quando ci si tocca il viso con le mani per grattarsi la pelle o gli occhi, soffiare il naso ecc.
Potete essere infettati respirando il virus, se siete vicini a una persona malata o se toccate una superficie contaminata per poi portarvi le mani agli occhi, al naso o alla bocca. Le mucose sono la principale porta di entrata del virus. Per arginare la diffusione dell’epidemia e rompere le catene di contagio in modo immediato ed efficace, occorre compiere un determinato numero di gesti abituali, i cosiddetti gesti barriera.

Quali sono i gesti barriera da rispettare?
Anche per l’influenza stagionale o altre malattie contagiose, occorre rispettare alcuni gesti barriera per non contrarre la malattia e interrompere la catena di contagio, per esempio essendo prudenti con i sostegni e le impugnature nei mezzi di trasporto pubblici, le maniglie delle porte, in particolare in inverno durante il periodo del raffreddore (infezioni virali).

Con il nuovo coronavirus e la pandemia da Covid-19, questi gesti barriera sono primordiali ed è molto importante rispettarli scrupolosamente, tanto più che la maggior parte di essi è molto semplice da compiere:

  • lavarsi accuratamente e con molta frequenza le mani (cfr. «Come lavarsi bene le mani?» qui di seguito);
  • Indossare una mascherina monouso o lavabile il più spesso possibile, ma sempre in un luogo chiuso, anche se ciò non costituisce un obbligo legale nel vostro cantone. Questo provvedimento è tanto più importante nei luoghi pubblici dove la distanza sociale non può essere facilmente rispettata, come nei trasporti pubblici, su autobus, tram, treni, ma anche su teleferiche, battelli, in centri commerciali, negozi, saloni da parrucchiere o di bellezza ecc.;
  • rispettare una distanza fisica (o distanza sociale) di almeno 1,5 m. Evitare gli abbracci e astenersi dallo stringersi la mano;
  • tossire o starnutire coprendosi naso e bocca con l'avambraccio;
  • utilizzare fazzoletti monouso.

Il porto della mascherina è una misura preventiva che protegge noi e gli altri, ma che non ci esonera dal compiere altri gesti barriera, in quanto il coronavirus può anche essere trasmesso tramite il tocco. Tutti i gesti barriera elencati qui permangono pertanto essenziali per arginare la propagazione del coronavirus, segnatamente durante questo periodo di deconfinamento progressivo.

In tutti i casi, in Svizzera, conformatevi alle prescrizioni imposte dal Consiglio federale, dall’UFSP (Ufficio federale della sanità pubblica) e dalle autorità di sanità del cantone in cui risiedete. Restate informati in quanto queste prescrizioni possono cambiare in ogni momento in base agli eventi e alla propagazione della pandemia da Covid-19.

Quali altri gesti barriera possiamo compiere?

  • Quando fate la fila, mantenete le distanze con le persone che si trovano davanti e dietro di voi, per esempio alla cassa dei negozi e dei centri commerciali, alla mensa ecc.
  • Sul lavoro o durante altre attività, in riunione, conservate una sedia libera tra gli altri partecipanti e voi.
  • Badate in particolare a mantenere le distanze dalle persone a rischio o vulnerabili, come le persone anziane o che soffrono di malattie respiratorie o cardiache. Rispettate scrupolosamente le regole applicate nelle case di riposo e di cura nonché negli ospedali e informatevi presso il rispettivo istituto prima della vostra visita.
  • Evitate di toccarvi il naso, la bocca o gli occhi. Se ciò tuttavia accade, lavatevi le mani con acqua e sapone o con una soluzione idroalcolica o un gel idroalcolico. Portate sempre con voi un flacone di soluzione, come lo fa il personale medico.

Quali sono i gesti barriera per i bambini?
Il porto della mascherina è raccomandato, se non addirittura obbligatorio, ai bambini a partire da 12 anni. Se è difficile imporre a un bambino il porto della mascherina, le altre raccomandazioni che permettono di arginare la diffusione dell’epidemia da Covid-19 possono per contro essere seguite, persino dai più piccoli, in particolare il lavaggio scrupoloso delle mani con acqua e sapone ogni volta che rientrano a casa, prima e dopo i pasti, dopo aver giocato o esercitato un’attività sportiva, dopo essere andati in bagno ecc.  È altrettanto importante sensibilizzarli alla distanza fisica (o distanza sociale), soprattutto a contatto con le persone a rischio, come ad esempio i loro nonni.

Come lavarsi bene le mani?
Con acqua e sapone: bagnarsi le mani, applicare abbondantemente il sapone e fregare le mani come indicato qui sotto.

Con una soluzione idroalcolica o un gel idroalcolico: riempire il palmo di una mano, coprire tutta la superficie e fregare le mani come indicato qui di seguito:

  1. palmo contro palmo con un movimento rotatorio;
  2. il dorso di una mano sul palmo dell’altra mano, muovendo le mani avanti e indietro e viceversa
  3. palmo contro palmo con dita intrecciate (per pulire gli spazi interdigitali), muovendo le mani avanti e indietro;
  4. il dorso delle dita nel palmo della mano, muovendo avanti e indietro lateralmente;
  5. rotando il pollice di una mano nel palmo dell’altra mano e viceversa;
  6. rotando i polpastrelli delle dita di una mano nel palmo dell’altra mano e viceversa.

Dopo aver lavato le mani con acqua e sapone, asciugarsi accuratamente le mani. Se possibile, asciugarle con un asciugamano monouso e chiudere il rubinetto con l’asciugamano per evitare qualsiasi contatto con la pelle.

Quando occorre indossare una mascherina?
Le prescrizioni concernenti l’obbligo di indossare una mascherina sono di competenza dei cantoni. Può quindi accadere che siano diverse a seconda del luogo in cui vi trovate in Svizzera. Se vi recate all’estero, informatevi sulle prescrizioni applicabili nel paese o nella regione che visiterete.
In Svizzera, l’UFSP (Ufficio federale della sanità pubblica) raccomanda in ogni caso il porto della mascherina:

  • quando la distanza fisica di 1,5 m non può essere rispettata e quando non vi è alcuna parete di separazione;
  • nei trasporti pubblici (obbligatoriamente) per tutte le persone di oltre 12 anni di età. Gli spazi di ristorazione nei trasporti pubblici non sono interessati da questo obbligo;
  • quando ci rechiamo dal medico, in ospedale, in una clinica oppure in una casa di riposo o di cura;
  • nelle aziende, se i datori di lavoro la esigono o se la distanza fisica di 1,5 m non può essere rispettata.

L’obbligo di indossare la mascherina non è applicabile alle persone che non possono portarla per ragioni specifiche, come le ferite al viso, grandi difficoltà respiratorie, angoscia legata al porto della mascherina o eventuali disabilità.
Non è necessario indossare una mascherina:    

  • quando si incrocia rapidamente una persona, all’esterno o facendo la spesa (le normative cantonali o le prescrizioni di un negozio possono differire),
  • in stazione, sul marciapiede della stazione o alla fermata del bus se non può essere rispettata una distanza fisica di 1,5 m,
  • durante le manifestazioni private, pasti in famiglia o compleanni, nel rispetto delle regole d’igiene raccomandate.

Queste prescrizioni possono cambiare in qualsiasi momento in base agli eventi e alla diffusione della pandemia da Covid-19. Seguite l’attualità per conoscere la normativa in vigore.

Come mettere una mascherina igienica monouso?
Prima di mettere la mascherina,

  • lavatevi accuratamente le mani (cfr. «Come lavare bene le mani?» qui sopra);
  • controllate che la vostra mascherina non sia né lacerata né bucata;
  • verificate in quale direzione mettere la vostra mascherina: parte colorata all’esterno, bordo che integra un nastro metallico semirigido in alto;
  • coprite con la vostra mascherina naso, bocca e mento (non portate la maschera sotto il naso), stringete il nastro metallico della mascherina intorno al ponte del naso per fissarla;
  • per evitare che gli occhiali si appannino, portarli sopra la mascherina e lavare le lenti con detersivo per piatti;
  • se la vostra mascherina è troppo grande (generalmente è disponibile una sola taglia), prendere gli elastici e ruotarli attorno a se stessi di modo che l’elastico attaccato alla parte superiore della maschera passi sotto il lobo dell’orecchio e che l’elastico attaccato alla parte inferiore passi sopra l’orecchio. Questa manovra permette di fissare la maschera più vicino al vostro viso. Questo trucco può anche aiutarvi in caso di disagio o di dolore a livello delle orecchie.
  • Non toccate più la mascherina dopo averla indossata. Se la toccate, lavatevi di nuovo le mani.
  • Anche con una mascherina, tossite e starnutite coprendovi naso e bocca con l'avambraccio.
  • Se la vostra mascherina è umida, gettatela.
  • Togliete la vostra mascherina, prendendola soltanto per gli elastici.
  • Una volta levata la mascherina, non riponetela nella vostra borsa in quanto potrebbe contaminare altri oggetti (vestiti, chiavi, cellulare ecc.).
  • Gettate immediatamente la vostra mascherina nella pattumiera con i rifiuti normali, prendendola unicamente per gli elastici. Quando siete fuori casa, potete gettare la vostra mascherina in una pattumiera pubblica.
  • Lavatevi accuratamente le mani dopo aver gettato la vostra mascherina.
  • Non riutilizzate mai una mascherina usata.

Come mettere una mascherina in tessuto?
Assicuratevi che la mascherina in tessuto in vostro possesso soddisfi gli standard fissati dalla Swiss National Covid-19 Science Task Force. (Cfr. «Quali sono i vari tipi di mascherine?» qui di seguito).

Prima di indossare la mascherina,

  • lavatevi accuratamente le mani (cfr. «Come lavare bene le mani?» qui sopra);
  • controllate che la vostra mascherina non sia né lacerata né bucata;
  • verificate in quale direzione mettete la vostra mascherina (parte superiore/inferiore, parte esteriore/interiore);
  • coprite con la vostra mascherina naso, bocca e mento (non portate la maschera sotto il naso).
  • Non toccate più la mascherina dopo averla messa. Se la toccate, lavatevi di nuovo le mani.
  • Anche con una mascherina, tossite e starnutite coprendovi naso e bocca con l'avambraccio. Togliete la vostra mascherina, prendendola soltanto per gli elastici.
  • Una volta levata la mascherina, non riponetela nella vostra borsa in quanto potrebbe contaminare altri oggetti (vestiti, chiavi, cellulare ecc.).
  • Lavatevi accuratamente le mani dopo aver tolto la vostra mascherina.
  • Le mascherine in tessuto possono essere utilizzate più volte. Lavate regolarmente la vostra mascherina in tessuto a seconda della frequenza di utilizzo, seguendo le prescrizioni del fabbricante.

Attenzione: nessuno deve poter toccare la vostra mascherina accidentalmente.
In ufficio o a casa vostra, appendetela a un gancio o riponetela in un sacchetto di carta non usato e pulito o in una busta.
La parte esterna della mascherina non dove contaminare la parte interna.
La mascherina non deve entrare in contatto con altri oggetti.

Per quanto tempo posso utilizzare la stessa mascherina?
Non si deve utilizzare la medesima mascherina per oltre 4 ore. Le mascherine igieniche o le mascherine chirurgiche devono in seguito essere gettate. Le mascherine in tessuto che soddisfano le norme decretate dalla Swiss National COVID-19 Science Task Force (cfr. «Quali sono i vari tipi di mascherine?» qui sotto) possono essere utilizzate più volte al giorno, ad esempio il mattino e la sera nei trasporti pubblici. In questo caso, sono essenziali il modo in cui «le si ripone» e l’igiene delle mani.
Attenzione all’umidità: più una maschera è umida, meno è efficace.

Quali sono i vari tipi di mascherine?
Esistono numerosi tipi di mascherine sul mercato:
Mascherine di protezione respiratoria FFP-2/3
Proteggono le persone che le indossano da particelle solide o liquide e da aerosol che potrebbero diffondere il virus. Sono soprattutto raccomandate per il personale medico a contatto con pazienti affetti dal Covid-19. Non sono raccomandate per uso privato.
Maschere igieniche o maschere chirurgiche (con marchio CE)
Se utilizzate correttamente, queste mascherine proteggono soprattutto le altre persone da un’infezione. Se avete sintomi di una malattia acuta delle vie respiratorie, questo tipo di mascherina è raccomandato.
Mascherine industriali in tessuto
Se utilizzate correttamente, queste mascherine proteggono soprattutto le altre persone da un’infezione. La Swiss National COVID-19 Science Task Force ha elaborato standard di permeabilità all’aria, di resistenza e di performance di filtraggio che queste mascherine devono soddisfare. Assicuratevi del rispetto di queste norme prima dell’acquisto.
Mascherine in tessuto e altre mascherine fai da te
Queste mascherine non sono raccomandate in quanto la loro efficacia non può essere dimostrata. Neanche il porto di un foulard garantisce la protezione necessaria, né per sé, né per le altre persone.
Visiere
Le visiere non possono sostituire il porto di una mascherina. Se proteggono gli occhi da un contagio tramite goccioline, esse non tutelano da un’infezione attraverso la bocca o il naso. Devono quindi essere utilizzate soltanto a complemento di una mascherina.
Il vostro farmacista partner Abilis avrà il piacere di informarvi sulle varie soluzioni esistenti e su quelle meglio adeguate alle vostre attività e al vostro ambiente familiare e professionale.

Devo indossare una mascherina quando faccio esercizio fisico?
Non si deve indossare una mascherina quando si esercita un’attività fisica in quanto potrebbe ridurre la funzione respiratoria. Inoltre, la traspirazione può comportare un’umidificazione della maschera, il che riduce la sua efficacia e favorisce la crescita di microorganismi.
La distanza fisica resta pertanto la misura di prevenzione più efficace durante l’esercizio fisico. Se entriamo in contatto con apparecchi o accessori sportivi, come per esempio in un centro fitness, è essenziale disinfettarli nonché lavarsi accuratamente le mani con acqua e sapone o con una soluzione idroalcolica, prima e dopo l’esercizio.

Le mascherine vengono rimborsate dall’assicurazione malattia?
Le mascherine non vengono rimborsate dalla vostra cassa malati. Se non potete permettervi questa spesa supplementare ma ne avete bisogno, rivolgetevi ai servizi sociali locali.

I guanti possono proteggermi?
Il coronavirus non si trasmette attraverso la pelle, bensì le mucose. I guanti infondono una sensazione di falsa sicurezza, in quanto se sono stati contaminati da goccioline infette possono entrare in contatto con le mucose. Sconsigliamo quindi l’uso dei guanti per i gesti delle attività quotidiane.

Osservazioni:
le informazioni sopraindicate non sono esaustive e vengono fornite a titolo indicativo. In caso di dubbio o di domande, informatevi presso il vostro farmacista partner Abilis o consultate il vostro medico.
Fonti:
Ufficio federale della sanità pubblica UFSP
Organizzazione Mondiale della Sanità OMS
Swiss National COVID-19 Science Task Force
Swissmedic

Alla scoperta dei probiotici

Data : 07/08/2020 16:02

Che cosa sono i probiotici?
Il termine «probiotico» significa letteralmente «a favore della vita». I probiotici sono infatti microrganismi viventi non patogeni che, se ingeriti in quantità sufficiente, esercitano effetti positivi sulla salute, apportando benefici che vanno al di là degli effetti nutritivi di tipo tradizionale. Si tratta, in particolare, di un insieme di batteri e di lieviti che, secernendo degli enzimi, vanno a stimolare il sistema immunitario, facilitando così la digestione. Tali microrganismi sono presenti naturalmente in alcune derrate alimentari fermentate (come lo yogurt o i crauti), in taluni alimenti contenenti ingredienti probiotici, sottoforma di integratori alimentari associati a prodotti specifici, ma anche come capsule, compresse o in forma liquida. I probiotici provengono da diversi ceppi, tra cui i più noti sono i Lactobacillus, presenti in natura o in forma di integratori alimentari negli yogurt e in alcuni prodotti lattici fermentati, oppure i Saccharomyces cerevisiae, presenti nel pane e in alcune verdure fermentate. Utilizzati come medicinali o integratori alimentari, i probiotici agiscono sulla flora intestinale e regolarizzano il transito intestinale. Fare la differenza tra un medicinale e un integratore alimentare non è sempre facile. Prima di cominciare un qualsiasi trattamento, a scopo preventivo o terapeutico, basato sull’impiego di probiotici, vale la pena chiedere informazioni al proprio farmacista partner Abilis. In alcune circostanze, l’uso di probiotici può infatti avere delle controindicazioni e degli effetti collaterali indesiderati.

Quali sono i benefici dei probiotici?
Dato che contribuiscono a rigenerare la flora intestinale, i probiotici hanno effetti positivi sull’organismo e sulla digestione. Esercitano un’azione benefica nel trattamento di vari disturbi, tra cui la sindrome dell’intestino irritabile, la diarrea, la costipazione, ma anche in caso di gonfiore e flatulenza. Permettono di riequilibrare il microbiota intestinale, ad esempio in seguito a un trattamento medicamentoso (cura antibiotica o assunzione di altri farmaci, vaccini ecc.), rinforzano il sistema immunitario e proteggono il sistema digestivo dall’attacco di altri microrganismi patogeni. I probiotici combattono le malattie infiammatorie croniche intestinali. Alcuni studi hanno comprovato l’efficacia dei probiotici anche nella cura di pazienti affetti dal morbo di Crohn. Inoltre, è già stato dimostrato che i microrganismi probiotici possono prevenire o ridurre il rischio di apparizione di talune forme tumorali. Nelle donne, l’assunzione di probiotici può esercitare un effetto positivo in caso di predisposizione a cistiti o in caso di frequenti infezioni vaginali. Benché i probiotici possano alleviare alcuni disordini legati a un eccesso di zuccheri o di grassi, è bene insistere, innanzitutto, sull’importanza di un’alimentazione variata ed equilibrata e di una regolare attività fisica.

Quali probiotici prendere?
Per essere efficaci i probiotici devono resistere all’azione esercitata dall’acidità dei succhi gastrici. Pertanto, vanno ingeriti in forma di capsule o compresse enterosolubili, vale a dire che si sciolgono soltanto quando giungono nell’intestino, in modo da poter aderire alle pareti intestinali. I probiotici presenti nei prodotti a base di latte fermentato facilitano la digestione del lattosio alle persone intolleranti a questo zucchero.

Quali sono i migliori probiotici?
L’efficacia di un probiotico dipende dal suo ceppo e dalla posologia. Ogni ceppo probiotico ha le proprie specifiche peculiarità, non esiste dunque un probiotico universale. Per scegliere il probiotico che meglio soddisfa le vostre esigenze rivolgetevi al vostro farmacista partner Abilis; spiegategli i disturbi di cui soffrite o il motivo per cui volete assumere dei probiotici.

Quali probiotici fanno dimagrire?
Da alcuni studi è emerso che il microbiota di una persona obesa differisce da quello di una persona magra. Di conseguenza, possiamo dedurre che, se i probiotici esercitano un’influenza sulla flora intestinale, alcuni ceppi potrebbero avere un impatto anche sul nostro peso e sul nostro indice di massa corporea (IMC). Tuttavia, la condicio sine qua non per un transito intestinale ottimale è avere un intestino con una flora ben equilibrata. Consumare regolarmente alimenti che, per loro natura, contengono probiotici e fibre; seguire un’alimentazione sana, limitando grassi e zuccheri; svolgere una regolare attività fisica: di fatto è e resta questa la formula migliore per perdere peso, se necessario. Il vostro farmacista partner Abilis potrà anche suggerirvi altre soluzioni.

I probiotici possono avere effetti collaterali?
I probiotici che contengono batteri e lieviti già naturalmente presenti nell’intestino non presentano alcun pericolo per l’organismo. Ad ogni modo, se si assumono probiotici in forma di capsule o compresse, è importante controllare la data di scadenza, dato che questi prodotti non hanno una lunga durata di vita. È importante anche osservare la posologia raccomandata. Va detto inoltre che, visto che non siamo tutti uguali, ogni persona potrà reagire in modo diverso all’assunzione di probiotici. Non si escludono quindi effetti secondari individuali, come disturbi intestinali, rossori o acne, soprattutto nei pazienti che presentano già alcuni problemi dermatologici. Alcuni probiotici sono controindicati se si soffre di immunodeficienza. In questo caso, per evitare problemi causati da eventuali intolleranze, è vivamente consigliato ai soggetti a rischio di consultare il proprio farmacista prima di cominciare qualsiasi tipo di trattamento.

Esistono probiotici naturali?
I probiotici sono presenti in modo naturale in numerose derrate alimentari, tra queste i prodotti derivati dal latte fermentato e alcuni tipi di verdure fermentate. Un esempio corrente di questi tipi di batteri lattici sono i lactobacilli, presenti negli yogurt e in altri derivati, come il siero o il kefir di latte. Un altro ceppo è quello del Saccharomyces cerevisiae, un lievito utilizzato per fare il pane e per produrre alcune bevande fermentate. I crauti sono anch'essi ricchi di probiotici, contengono due tipi di lactobacilli, i Lactobacillus plantarum e i Lactobacillus cucumeris, entrambi importanti per una flora intestinale in piena salute. Con un’alimentazione equilibrata e variata è garantito il naturale apporto di probiotici provenienti da ceppi diversi. I probiotici, per contro, sono del tutto assenti nei prodotti pastorizzati, sterilizzati o contenenti conservanti.

Come e quando assumere probiotici?
È auspicabile seguire un trattamento a titolo preventivo prima di una qualsiasi situazione che potrebbe minacciare l’equilibrio del microbiota intestinale, ad esempio se ci si sottopone a una cura antibiotica, se si cambiano le proprie abitudini alimentari per un viaggio all'estero oppure se si soggiorna da qualche parte in cui le condizioni igieniche sono precarie. Dato che, una volta arrivati nello stomaco, i probiotici vengono in parte distrutti dagli acidi gastrici, si consiglia di ingerirli il mattino, a digiuno. Chiedete consiglio al vostro farmacista per selezionare i probiotici più adatti a voi, definire la giusta posologia e la durata del trattamento. Vi ricordiamo che l’assunzione di probiotici può avere non soltanto un effetto preventivo ma anche terapeutico.

È consigliabile somministrare probiotici ai bambini?
I probiotici possono essere consumati a qualsiasi età. Nei bambini piccoli permettono di prevenire o curare la diarrea, rinforzare il sistema immunitario e impedirne l’iperattività, ad esempio in caso di allergie o di infiammazioni dell’intestino. Anche se i probiotici contenuti naturalmente negli alimenti non possono avere effetti nefasti sull’organismo, è comunque raccomandato rivolgersi al proprio farmacista partner Abilis prima di cominciare qualsiasi cura con capsule o compresse, in modo da definire la giusta portata e la giusta posologia. Ciò vale ancor di più se si considera il vasto repertorio di integratori alimentari a base di probiotici oggi disponibili sul mercato. Tra questi ve ne sono alcuni che non sono necessariamente approvati dagli organismi ufficiali che si occupano della tutela della salute.

Che differenza intercorre tra probiotici e prebiotici?
I probiotici sono microrganismi che colonizzano il nostro intestino e assicurano il buon equilibrio del microbiota intestinale; i prebiotici invece sono il nutrimento dei probiotici. Tra i due esiste infatti una relazione simbiotica. I prebiotici sono contenuti nella nostra alimentazione, soprattutto sottoforma di fibre. Essi rivestono un ruolo altrettanto importante nel favorire una buona digestione e nello stimolare il sistema immunitario. Numerosi integratori alimentari contengono sia probiotici che prebiotici. Chiedete consiglio al vostro farmacista partner Abilis.

N.B.:
Le informazioni riportate sopra non sono esaustive e sono fornite unicamente a titolo indicativo. In caso di dubbio o domande, rivolgetevi al vostro farmacista Abilis oppure consultate il vostro medico.
Fonti:
Organizzazione mondiale della sanità (OMS)
Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO)
Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP)
Swissmedic
Revue Médicale Suisse
Institut national de la santé et de la recherche médicale (Inserm)

Allergia al polline

Data : 07/04/2020 16:02

Quali sono i sintomi dell’allergia al polline?
Naso che cola, starnuti, occhi rossi e lacrimanti che bruciano e difficoltà respiratorie: i sintomi dell’allergia al polline, comunemente chiamata raffreddore del fieno, sono diversi e variano a seconda delle persone colpite. Le persone che soffrono di asma possono risentire un peggioramento del loro stato. In funzione del disagio percepito, il vostro farmacista partner Abilis vi consiglierà i medicamenti che meglio vi convengono.

Se i sintomi sono più forti, ossia si manifestano mal di testa, secrezioni nasali giallastre, problemi della vista, si raccomanda di consultare un medico in quanto altre malattie più gravi, come ad esempio la sinusite, possono essere legate all’allergia o esserne il risultato.

Il periodo sintomatico permette in generale di risalire a quali pollini la persona affetta è sensibile. Tuttavia l’estensione dei periodi pollinici in seguito al riscaldamento globale può causare sintomi quasi persistenti (rinite perenne) per cui è raccomandata un’analisi più approfondita.

Qual è il trattamento contro le allergie al polline?
Il vostro farmacista partner Abilis ha la posizione migliore per consegnarvi il trattamento più efficace contro le allergie al polline e il raffreddore del fieno. Può, infatti, tener conto anche di eventuali altri trattamenti in corso. A condizione che ciò sia possibile, per preservare reazioni allergiche troppo acute si consiglia nei giorni in cui la pollinazione è particolarmente forte di restare all’interno della propria abitazione con le finestre chiuse e di aerare il proprio appartamento soprattutto di notte. Gli occhiali da sole proteggono parzialmente gli occhi dal polline. Le automobili possono essere provviste di filtri antipolline.

Le persone molto sensibili possono ricorrere a un trattamento antistaminico preventivo prima dell’inizio della stagione. Sono tuttavia possibili effetti collaterali, segnatamente un senso di affaticamento importante e la guida di un veicolo o il lavoro con macchine possono rivelarsi pericolosi. Alcuni medicamenti, in particolari quelli a base di cortisone, vengono consegnati soltanto su ricetta ed è necessario consultare un medico. In caso di asma, l’inalazione di spray cortisonici consente di dilatare i bronchi e di alleviare un’eventuale crisi acuta.
Quando l’intensità delle reazioni allergiche è esigua, alcune gocce oftalmiche (colliri) o spray nasali allevieranno in modo efficace le persone sensibili. Anche alcuni metodi di medicina complementare (vitamine, agopuntura, omeopatia, fitoterapia, medicina tradizionale cinese MTC) possono attenuare i sintomi delle allergie al polline ed essere abbinati alla medicina classica.

È possibile prendere in considerazione una desensibilizzazione?
Una desensibilizzazione (immunoterapia specifica, iposensibilizzazione) può essere presa in considerazione da un allergologo che deve prima di tutto assicurarsi che i disturbi siano effettivamente causati da un’allergia. Dei test cutanei permettono segnatamente di identificare in pochi minuti le origini più importanti di un’allergia pollinica.  Le desensibilizzazioni più efficaci vengono effettuate tramite iniezioni sottocutanee di una soluzione terapeutica, la cui concentrazione viene man mano aumentata per insegnare al sistema immunitario a non avere più reazioni eccessive al momento in cui entra in contatto con l’allergene interessato.
Per i pazienti per cui non è possibile effettuare un trattamento con iniezioni (p.es. i bambini), è anche possibile eseguire l’immunoterapia sublinguale (gocce e compresse) che tuttavia non è ancora disponibile per tutti gli allergeni. Il processo di desensibilizzazione è lungo. Il trattamento deve essere effettuato in modo regolare e può durare da tre a cinque anni.

La desensibilizzazione è possibile per tutti?
L’immunoterapia allergenica non è sempre possibile e deve essere accuratamente valutata in alcuni casi:

  • asma grave o mal controllato;
  • cancro;
  • malattia cardiaca o polmonare;
  • ipertensione non trattata;
  • assunzione di certi medicamenti;
  • malattie autoimmuni gravi o immunodeficienza non trattata;
  • assenza di collaborazione del paziente (osservanza insufficiente).

In Svizzera l’immunoterapia allergenica è autorizzata per i bambini a partire da 5 anni. Per le donne incinte, si attende la nascita del bambino prima di iniziare un’immunoterapia allergenica.

Quali sono i pollini delle graminacee?
Le graminacee sono piante che si trovano nei campi, nelle praterie o nell’erba. In Svizzera ne esistono oltre 200 specie e i loro pollini, quasi tutti allergizzanti, sono difficili da distinguere. Sono i più importanti pollini allergenici del nostro paese a seguito della loro forte disseminazione, della grande quantità di polline liberato e del lungo periodo di fioritura. Quasi un quarto della popolazione ne è sensibile. A seconda della regione, la loro fioritura avviene essenzialmente tra metà aprile e agosto, con un picco di intensità da metà maggio a metà luglio. Anche alcuni alberi e piante erbacee (la cosiddetta «erba cattiva») liberano pollini allergizzanti.

Quali sono i tempi delle allergie al polline?
In Svizzera, i primi pollini possono apparire dal mese di febbraio, con la fioritura dei noccioli e degli ontani, e la stagione pollinica si protrae fino al mese di settembre. MeteoSvizzera pubblica ogni anno sul suo sito un calendario dei pollini, creato sulla base delle condizioni meteorologiche e del loro impatto sulla stagione pollinica. Questo calendario varia in funzione delle regioni interessate della Svizzera. Da questo sito può anche essere scaricato un opuscolo intitolato «Calendario regionale dei pollini», contenente i dati annuali medi di ogni regione della Svizzera e in grado di apportare un aiuto prezioso alla diagnosi e alla prevenzione delle allergie ai pollini.

L’aumento delle temperature dovuto al cambiamento climatico implica una stagione pollinica che inizia prima, se non addirittura ininterrotta, con intensità più forti per alcuni tipi di polline.
https://www.meteosvizzera.admin.ch/home/clima/il-clima-della-svizzera/informatzioni-sui-pollini.html

Il Centro Allergie Svizzera fornisce dati quotidiani sulle previsioni polliniche nelle varie regioni della Svizzera. Sul sito figurano anche informazioni dettagliate sulle piante allergeniche e il loro grado di allergia nonché sull’inquinamento atmosferico e sulle microparticelle che possono avere un impatto aggravante sui sintomi allergici avvertiti.
L’applicazione «Pollini-News», disponibile su iTunes e Google Play Store, fornisce a sua volta accesso a una moltitudine di informazioni e di consigli utili per prevenire e curare le reazioni allergiche.
https://www.pollenundallergie.ch/info-sui-pollini-e-allergie/informazione-sui-pollini/previsione-dei-pollini/?oid=1828&lang=it

Il vostro farmacista partner Abilis vi fornirà preziosi consigli, tenendo conto della regione in cui abitate, del periodo dell’anno ma anche della vostra situazione personale e di eventuali trattamenti che vi sono già stati prescritti.

Quali sono i pollini allergenici più frequenti in Svizzera?
Dipende dalle regioni e dalle stagioni. Ma tra gli alberi e le piante principalmente interessati possiamo in generale citare:

  • il nocciolo;
  • l'ontano;
  • il frassino;
  • la betulla;
  • la quercia;
  • le graminacee;
  • il castagno;
  • l’artemisia;
  • l’ambrosia.

Le allergie al polline affaticano?
L’allergia al polline attiva il sistema immunitario. Quest’ultimo reagisce alle proteine dei pollini liberando anticorpi contro sostanze effettivamente innocue. Si tratta di una reazione eccessiva del sistema immunitario (iperattività) che induce uno stato di affaticamento che può variare sensibilmente da un individuo all’altro, a volte anche notevole. Poiché anche l’assunzione di antistaminici provoca uno stato di affaticamento e di sonnolenza nonché una riduzione della concentrazione, si raccomanda di non guidare, di non lavorare con attrezzature o macchine che comportano pericoli.

Osservazioni:
le informazioni sopraindicate non sono esaustive e vengono fornite a titolo indicativo. In caso di dubbio o di domande, informatevi presso il vostro farmacista partner Abilis o consultate il vostro medico.

Fonti:
Centro Allergie Svizzera
Organizzazione Mondiale della Sanità OMS
Ufficio federale della sanità pubblica UFSP
Swissmedic
Revue Médicale Suisse
MeteoSvizzera

Evviva le vitamine!

Data : 06/03/2020 16:02

Che cosa sono le vitamine?
Le vitamine sono micronutrienti, sostanze organiche senza valore energetico ma indispensabili per le funzioni vitali dell’organismo. Eccetto la vitamina D, esse vengono apportate attraverso l’alimentazione, in quanto il corpo non è in grado di sintetizzarle in quantità sufficiente. Un’alimentazione variata ed equilibrata, preferibilmente composta di prodotti freschi, è essenziale per garantire l'apporto necessario di vitamine. Ne esistono 13:

  • Vitamina A (retinolo)
    Presente esclusivamente nelle derrate alimentari di origine animale.
    Contributo: vista, pelle, mucose, bronchi, processi di riproduzione, crescita, differenziazione cellulare, difese immunitarie
  • Vitamina B1 (tiamina)
    Presente nelle derrate alimentari di origine animale e vegetale.
    Contributo: metabolismo energetico e glucidico, sistema nervoso.
  • Vitamina B2 (riboflavina)
    Presente nelle derrate alimentari di origine animale e vegetale.
    Contributo: reazioni del metabolismo dei glucidi, dei lipidi e delle proteine, produzione di energia.
  • Vitamina B3 (PP o niacina)
    Presente nelle derrate alimentari di origine vegetale e animale, può essere formata dall’organismo.
    Contributo: enzimi responsabili dell’ossidazione, riduzione del metabolismo dei glucidi, dei lipidi e degli amminoacidi. Produzione di energia.
  • Vitamina B5 (acido pantotenico)
    Presente negli alimenti in generale, molto diffusa.
    Contributo: metabolismo energetico delle cellule, sintesi e degradazione dei glucidi, delle proteine e dei lipidi. Sintesi degli steroidi (colesterolo, acidi biliari).
  • Vitamina B6 (piridossina)
    Presente nelle derrate alimentari di origine animale e vegetale.
    Contributo: metabolismo degli amminoacidi, formazione dei precursori dei globuli rossi (emoglobina), funzioni del sistema nervoso e immunitario.
  • Vitamina B8 (H o biotina)
    Presente nelle derrate alimentari di origine animale e vegetale.
    Contributo: metabolismo delle proteine, dei lipidi e dei glucidi.
  • Vitamina B9 (acido folico)
    Presente nelle derrate alimentari di origine vegetale e animale.
    Contributo: sintesi dell’RNA e del DNA, divisione, differenziazione e rigenerazione delle cellule.
  • Vitamina B12 (cobalamina)
    Presente prevalentemente nelle derrate alimentari di origine animale.
    Contributo: formazione dei globuli sanguigni, divisione cellulare, rigenerazione delle mucose, salute delle cellule nervose, protezione contro l’arteriosclerosi e le malattie cardiovascolari.
  • Vitamina C (acido ascorbico)
    Presente esclusivamente nelle derrate alimentari di origine vegetale.
    Contributo: azione antiossidante, formazione del tessuto connettivo e delle ossa, sistema immunitario, assorbimento del ferro.
  • Vitamina D (Calciferolo)

Si forma con l’esposizione diretta al sole (raggi UVB).
Contributo: assorbimento intestinale del calcio e del fosforo e loro utilizzo da parte delle ossa. Importante per la salute delle ossa e dei denti. Apparato locomotore, muscoli.

  • Vitamina E (tocoferolo)
    Presente nelle derrate alimentari di origine vegetale (o animale attraverso la catena alimentare).
    Contributo: azione antiossidante, protezione dei lipidi del sangue e delle membrane cellulari.
  • Vitamina K (fillochinone, K1 e menachinone, K2)
    La vitamina K1 proviene dalle derrate alimentari di origine vegetale, la vitamina K2 proviene dai batteri intestinali.
    Contributo: coagulazione del sangue, costituzione e mantenimento delle ossa.

A questa lista si aggiunge il betacarotene (vitamina trasformabile in vitamina A da parte dell’organismo), presente in praticamente tutti i vegetali, in particolare nella verdura verde (spinaci, lattuga, cavolini di Bruxelles, cavoli cinesi) oppure nella frutta o nella verdura gialla (carote, zucca, albicocche, manghi).
Contributo: effetto antiossidante, probabilità di riduzione del rischio di cancro ai polmoni, all’esofago e allo stomaco.

Da dove provengono le vitamine?
Le vitamine si trovano allo stato naturale in tutti gli alimenti, sia di origine vegetale che animale. Ogni derrata alimentare possiede il suo proprio ventaglio di vitamine. Un’alimentazione variata ed equilibrata, composta preferibilmente di prodotti freschi, è necessaria per assorbire tutte le vitamine essenziali per il buon funzionamento dell’organismo. Le vitamine possono anche essere prodotte sinteticamente o a partire da microrganismi come i batteri. Che siano naturali o sintetiche, la loro struttura è identica. Agiscono allo stesso modo nell’organismo.
Nei Paesi sviluppati dove a priori viene garantita un’alimentazione sana ed equilibrata, l'apporto di vitamine nell’alimentazione è sufficiente. Un apporto supplementare di vitamine può tuttavia essere raccomandato quando vengono constatate o sono prevedibili alcune carenze (gravidanza) o semplicemente per rafforzare il proprio sistema immunitario.

Che cosa apportano le vitamine?
Le vitamine rivestono un ruolo indispensabile in tutte le funzioni metaboliche del corpo. Permettono al corpo di svilupparsi, mantenersi in vita, riprodursi e proteggersi da un determinato numero di influssi esterni. La carenza di alcune vitamine può provocare gravi disfunzioni metaboliche, fisiche e psichiche.

È pericoloso assumere troppe vitamine?
L’eccesso di alcune vitamine può causare gravi problemi di salute. Si raccomanda quindi di consultare il proprio farmacista prima di consumare integratori alimentari vitaminici.
Rischi individuati in caso di consumo eccessivo:

  • Vitamina A: mal di testa, alterazioni della pelle, ittero, cirrosi, modifiche ossee dolorose, chiusura precoce della fontanella tra i neonati.
  • Vitamina B1: nessun rischio conosciuto.
  • Vitamina B2: nessun rischio conosciuto.
  • Vitamina B3: vasodilatazione, sensazione di calore, infiammazione delle mucose gastriche, lesioni epatiche.
  • Vitamina B5: nessun rischio conosciuto.
  • Vitamina B6: disturbi neurologici periferici.
  • Vitamina B8: nessun rischio conosciuto.
  • Vitamina B9: nessun rischio conosciuto per un consumo giornaliero limitato a 5 mg.
  • Vitamina B12: nessun rischio conosciuto.
  • Vitamina C: trasformazione delle proprietà antiossidanti della vitamina in proprietà proossidanti.
  • Vitamina D: concentrazione sanguigna troppo elevata di calcio, nausea, vomito, calcoli renali, insufficienza renale. Ma solo in caso di assunzione di integratori ad alto dosaggio.
  • Vitamina E: senza rischi fino a 300 mg/giorno.
  • Vitamina K: nessun rischio conosciuto.
  • Betacarotene: aumenta il rischio di cancro ai polmoni tra i fumatori e gli ex fumatori.

In quali casi si dovrebbero assumere integratori vitaminici?
Le persone il cui stato o le cui attività potrebbero causare una carenza possono consultare il proprio farmacista per determinare quale tipo di integratore è adatto a loro e individuare possibili controindicazioni. Tra queste persone rientrano:

  • le donne che desiderano avere figli o in gravidanza nonché i bambini;
  • le persone che seguono un’alimentazione vegetariana, vegetaliana o vegana;
  • le persone che seguono una dieta ipocalorica molto severa;
  • le persone che vivono nelle zone poco soleggiate o la cui pelle è ampiamente coperta;
  • gli sportivi di alto livello o le persone con attività fisica molto intensa;
  • le persone anziane;
  • le persone affette da malattie che causano un’ospedalizzazione prolungata con denutrizione.

Che cosa accade in caso di mancanza di vitamine?
La carenza di vitamine può avere gravi conseguenze per la salute.
Rischi individuati in caso di carenza (lista non esaustiva):

  • Vitamina A: deficit nella visione notturna, acuità visiva ridotta, aumentata predisposizione alle infezioni.
  • Vitamina B1: atrofia muscolare, debolezza cardiaca, edemi, neuropatie periferiche, perdite di memoria, stati di confusione.
  • Vitamina B2: eruzioni cutanee attorno al naso, commessure labiali screpolate, infiammazione della mucosa boccale e della lingua, disturbo della crescita, anemia.
  • Vitamina B3: lacerazioni cutanee, diarrea, psicosi depressiva, stato confusionale.
  • Vitamina B5: stanchezza, sensazione di bruciore ai piedi, debolezza muscolare, formicolii.
  • Vitamina B6: infiammazioni e lesioni della pelle e delle mucose della bocca e degli occhi, anemia, disturbi neurologici.
  • Vitamina B8: lesioni cutanee, caduta dei capelli, depressione, manifestazioni neurologiche.
  • Vitamina B9: modifica della formula sanguigna, anemia. Rischio accresciuto per la madre durante la gravidanza, per lo sviluppo dell’embrione e per il neonato.
  • Vitamina B12: anemia, malattie nervose.
  • Vitamina C: scorbuto, emorragie a livello cutaneo, delle mucose, dei muscoli e degli organi interni. Cattiva cicatrizzazione, maggiore predisposizione a determinate infezioni, indebolimento.
  • Vitamina D: debolezza, dolori muscolari e ossei, rachitismo tra i bambini, rammollimento delle ossa tra gli adulti.
  • Vitamina E: conseguenze sulle funzioni delle membrane cellulari, del metabolismo muscolare e del sistema nervoso.
  • Vitamina K: rallentamento della coagulazione.
  • Betacarotene: alterazione della visione notturna, cecità, nessun rischio conosciuto, secchezza della pelle, aumentata sensibilità alle infezioni.

Si possono assumere vitamine in gravidanza?
La maggior parte delle vitamine si trova allo stato naturale in quantità sufficiente in un’alimentazione sana ed equilibrata. Tuttavia, la carenza di alcune di esse può nuocere alla donna in gravidanza e al feto. Un integratore vitaminico è raccomandato (in particolare di vitamina B9) già varie settimane prima del concepimento. È tuttavia importante consultare prima il vostro farmacista o il vostro medico per determinare le vostre necessità con maggiore precisione ed evitare allo stesso tempo un eventuale sovradosaggio che potrebbe causare effetti indesiderati.

In quale forma esistono gli integratori vitaminici?
I complementi vitaminici esistono in vari formati e diverse formule. La composizione e lo spettro delle vitamine ivi contenute possono variare considerevolmente. È dunque importante consultare il proprio farmacista al fine di determinare le vostre necessità di integratori alimentari per rimediare a un’eventuale carenza o proteggervisi ed evitare qualsiasi rischio di consumo eccessivo.

Vi sono vitamine nelle conserve?
Più un alimento è fresco, più elevato è il suo tenore di vitamine. Ad alcuni alimenti possono anche essere aggiunte vitamine. Avendo la temperatura e la modalità di cottura un impatto sulla distruzione di una certa parte delle vitamine contenute negli alimenti, il processo di fabbricazione delle conserve riveste un ruolo fondamentale nella loro preservazione. Ben preparate, le derrate alimentari in conserva possono avere una buona capacità di preservazione delle vitamine.

Qual è la differenza tra le vitamine liposolubili e le vitamine idrosolubili?
Le vitamine liposolubili (A, betacarotene, D, E, K) sono immagazzinate dall’organismo. Le
vitamine idrosolubili (B1, B2, B3, B5, B6, B8, B9, B12, C) lo sono solo in misura minore, ad eccezione della vitamina B12, immagazzinata nel fegato e quindi difficile da eliminare.

La cottura degli alimenti distrugge le vitamine?
La cottura, ma anche la congelazione e l’essiccazione degli alimenti possono distruggere fino a oltre il 60% del loro tenore di vitamine. Alcune vitamine sono più resistenti di altre al calore o alla luce. Gran parte delle vitamine idrosolubili si scioglie nell’acqua di cottura. La cottura a vapore (gli alimenti non sono immersi nell'acqua) o le minestre (viene consumata anche l’acqua di cottura) permettono di meglio conservare le vitamine presenti. Un’alimentazione sana, variata ed equilibrata, essenzialmente composta di prodotti freschi, garantisce, di norma, un apporto sufficiente di tutto lo spettro delle vitamine.

Nota:
le informazioni sopraindicate non sono esaustive e vengono fornite a titolo indicativo. In caso di dubbi o domande, rivolgetevi al vostro farmacista partner Abilis o consultate il vostro medico.

Fonti:
Società Svizzera di Nutrizione SSN
Organizzazione Mondiale della Sanità OMS
Ufficio federale della sanità pubblica UFSP
Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria
Ospedale del Vallese

L'influenza stagionale

Data : 24/02/2020 16:02

Quali sono i sintomi dell’influenza stagionale?
Forte febbre (temperatura superiore a 38°), brividi, tosse secca, mal di testa (cefalee), dolori muscolari e articolari (indolenzimento), malessere generale, mal di gola e naso che cola. Succede che le persone anziane non abbiano febbre. I bambini possono anche soffrire di diarrea e dolori addominali. Alcuni di questi sintomi sono simili a quelli dell’infreddatura e del raffreddore, motivo per cui a volte si tende a confondere queste due malattie.

Qual è la differenza tra l’influenza e il raffreddore?
L’influenza e il raffreddore sono due malattie virali. L’influenza è un’infezione acuta provocata dal virus dell’influenza. Il raffreddore è generalmente la conseguenza di un’infreddatura. I sintomi dell’influenza compaiono in modo più improvviso. La malattia può durare da una a due settimane, persino di più. Il raffreddore, se non porta ad altre complicazioni (bronchite, sinusite, otite, polmonite, crup nei bambini piccoli) dura soltanto qualche giorno e provoca innanzitutto un’affezione delle vie respiratorie: secrezione nasale, starnuti, mal di gola. Questi sintomi compaiono più gradualmente rispetto all’influenza.

L’influenza è pericolosa?
Le donne incinte, le persone anziane (a partire da 65 anni), i bambini prematuri, i bambini da 6 mesi a 5 anni nonché le persone affette da determinate malattie croniche (cardiache, vie respiratorie o diabete) sono considerate persone a rischio in quanto maggiormente soggette a severe complicazioni che potrebbero persino portare alla morte. Il personale sanitario e le persone che si occupano di anziani e lattanti devono a loro volta adottare misure di protezione particolari per non ritrasmettere la malattia alle persone a loro vicine.

Occorre consultare il medico in caso di influenza?
Non è sempre necessario consultare il medico. Per contro, se i sintomi si aggravano, segnatamente se la temperatura supera i 40° fra gli adulti e i 39° fra i bambini, o durano più di una settimana, è preferibile consultare il proprio medico. In caso di dubbi, è sempre possibile consultare un medico online (quello della vostra compagnia d’assicurazione o di una piattaforma online come DrNow.ch) che vi informerà sulle misure adeguate da adottare. Le persone a rischio devono osservare attentamente l’evoluzione della malattia e consultare immediatamente un medico in caso di problemi.

L’influenza è contagiosa?
Le persone infette sono già contagiose un giorno prima dell’apparizione dei sintomi e lo restano per 3-5 giorni (fino al 10° giorno nei bambini). Questo periodo può tuttavia variare a seconda dell’individuo. Il rischio di contagio è più elevato all’inizio della malattia. È pertanto importante restare a casa sin dall’apparizione dei primi sintomi.

Come si trasmette l’influenza?
Il virus dell’influenza si trasmette facilmente per contatto diretto (starnuti, sputi, tosse o mani), in particolare negli spazi chiusi, ma anche per contatto indiretto (maniglie delle porte, schermi tattili, diversi oggetti).

Come limitare il rischio di trasmissione dell’influenza?
È essenziale che le persone infette si lavino regolarmente le mani con acqua e sapone, starnutiscano coprendosi la bocca con la mano o il gomito flesso, si soffino il naso in un fazzoletto di carta e che lo gettino immediatamente dopo. Gli spazi chiusi devono essere regolarmente aerati e i contatti fisici con persone affette evitati.

Come curare l’influenza?
La maggior parte del tempo si alleviano i sintomi con un medicamento a base di paracetamolo. Va evitata l’aspirina che può potenzialmente causare complicazioni in alcune persone. Nel corso di tutta la durata dei sintomi occorre restare a casa, tenersi al caldo, bere molto per compensare la perdita di liquido dovuto alla febbre e riposarsi. Alle persone a rischio possono essere prescritti trattamenti antivirali.

Occorre vaccinarsi contro l’influenza?
Certamente ed è molto semplice: la maggior parte delle farmacie propone la vaccinazione antinfluenzale per le persone a partire dai 16 anni e in buona salute (cfr. la lista delle farmacie che praticano la vaccinazione su www.vaccinazioneinfarmacia.ch). Questa vaccinazione è fortemente raccomandata per le persone appartenenti ai gruppi a rischio (donne incinte per la protezione della madre e del bebè, persone anziane con oltre 65 anni, bambini prematuri dai sei mesi e durante le due prime stagioni influenzali nonché le persone affette da determinate malattie croniche, cardiache, delle vie respiratorie o diabete), ma è indispensabile consultare prima un medico. Anche i fornitori di cure o le persone in contatto con persone a rischio, con lattanti o bambini piccoli devono farsi vaccinare, perché la vaccinazione eviterà di trasmettere il virus influenzale alle persone a loro vicine. La vaccinazione antinfluenzale è il mezzo più efficace, più semplice e più sicuro per evitare di contrarre l’influenza in inverno.

La vaccinazione antinfluenzale è efficace?
L’efficacia della vaccinazione dipende da vari fattori come l’età, l’immunocompetenza della persona vaccinata nonché il grado di concordanza tra la vaccinazione antinfluenzale e il virus in circolazione. L’efficacia è minore nelle persone anziane, affette da malattie croniche o il cui sistema immunitario è carente. Ciononostante, la vaccinazione permette di attenuare la gravità della malattia e di ridurre i rischi di complicazioni. Adeguata ogni anno ai ceppi del virus in circolazione, la vaccinazione antinfluenzale protegge generalmente per 6 mesi. Dopo l’iniezione del vaccino, occorre attendere da una a due settimane prima che il corpo abbia acquisito le difese immunitarie ottimali. Se ci si contamina durante queste due settimane, è ancora possibile prendere l’influenza.

Dove e quando è possibile vaccinarsi contro l’influenza?
In farmacia (lista delle farmacie che praticano la vaccinazione su www.vaccinazioneinfarmacia.ch), dal vostro medico o al centro di vaccinazione. Bisognerebbe idealmente vaccinarsi tra la metà di ottobre e la metà di novembre affinché il sistema immunitario abbia il tempo di costituire le proprie difese prima dell’arrivo dell’influenza. I virus influenzali evolvono costantemente e la composizione delle vaccinazioni viene aggiornata due volte all'anno: è quindi raccomandato farsi vaccinare ogni anno contro l’influenza.

La vaccinazione antinfluenzale provoca effetti indesiderati?
In circa il 5-10% delle persone vaccinate possono verificarsi reazioni come febbre, dolori muscolari o malessere in seguito alla stimolazione delle loro difese immunitarie. Questa reazione è innocua e sparisce entro uno o due giorni. Un rossore, una leggera tumefazione o dolori nel punto dell’iniezione possono a volte durare fino a due giorni. In generale il rischio di essere colpiti dalle severe complicazioni dell’influenza è molto più elevato rispetto al pericolo di dover affrontare effetti secondari indesiderati gravi in seguito alla vaccinazione.

Nota:
le informazioni sopraindicate non sono esaustive e vengono fornite a titolo indicativo. In caso di dubbi o domande, rivolgetevi al vostro farmacista partner Abilis o consultate il vostro medico.

Fonti:
Ufficio federale della sanità pubblica UFSP
Organizzazione mondiale della sanità

I benefici della pappa reale

Data : 24/02/2020 16:02

Che cos'è la pappa reale?
Anche chiamata «latte delle api», la pappa reale è un prodotto dell’alveare. Si tratta di una secrezione biancastra di consistenza gelatinosa prodotta dalle api operaie per nutrire le larve durante i primi giorni della loro vita. Le larve delle api destinate a diventare regine beneficiano più a lungo della pappa reale. Questa sostanza costituisce il regime alimentare esclusivo delle regine durante tutta la loro vita. Ricca di glucidi, di amminoacidi e di vitamine (in particolare di vitamine del gruppo B), la pappa reale è un complemento alimentare naturale cui si associano numerose virtù immunitarie, energetiche e distensive (cfr. benefici riportati qui di seguito). Grazie a metodi specifici messi a punto dagli apicoltori, è possibile produrre la pappa reale su scala industriale.

Come viene fabbricata la pappa reale?
La pappa reale per scopi commerciali viene fabbricata in aziende di apicoltura specializzate. Essendo una derrata alimentare, la sua fabbricazione deve soddisfare tutte le prescrizioni legali contemplate dalla legge sulle derrate alimentari e dall’ordinanza sulle derrate alimentari di origine animale. L’origine della pappa reale che consumiamo è fondamentale ed è quindi importante farsi consigliare dal proprio farmacista al momento dell’acquisto.

Quali benefici vengono attribuiti alla pappa reale?
Sebbene oggi non disponiamo di alcuno studio in grado di provare scientificamente i valori terapeutici della pappa reale, sin dall’antichità le si attribuisce un gran numero di virtù tendenti a ridurre la stanchezza fisica e intellettuale (effetto rivitalizzante), a rinforzare le difese immunitarie, ad aumentare la longevità e a diminuire lo stress. La pappa reale eserciterebbe un’azione normalizzante su un determinato numero di organi e funzioni fisiologiche. Senza che ciò sia stato scientificamente provato, essa potrebbe avere un effetto positivo sull’equilibrio ormonale delle donne in menopausa. Le si attribuisce inoltre effetti protettivi contro l’ipertensione e il colesterolo, sebbene i rapporti di causa-effetto non siano stati chiaramente appurati. Nella medicina tradizionale cinese, la pappa reale è considerata un tonico in caso di carenza di Yin.

Di che cosa è composta la pappa reale?
In quanto secrezione prodotta dalle api operaie, la pappa reale è composta di:

  • 15% di glucidi (essenzialmente di fruttosio e glucosio);
  • 13%-18% di proteine (amminoacidi);
  • 3%-6% di lipidi;
  • 1,5% di minerali;
  • vitamine, soprattutto quelle del gruppo B e segnatamente la B1 e la B5 (la pappa reale è l’alimento naturale più ricco di vitamina B5);
  • oligoelementi;
  • 50%-65% di acqua.

La pappa reale comprende quindi un determinato numero di elementi vitali naturali in grado di spiegare i benefici attribuitile.

In quali forme può essere consumata la pappa reale?
La pappa reale può essere acquistata in diverse forme:

  • fresca, in vasetti, nella sua forma naturale (i vasetti vanno conservati al fresco, in un luogo asciutto e al riparo dalla luce e non devono avere coperchi metallici in quanto, essendo acida, la pappa reale attacca il metallo);
  • in soluzione bevibile, sotto forma di fiale (queste ultime comprendono spesso altre sostanze come il miele, il ginseng, la propoli, probiotici ecc.);
  • in pastiglie, sotto forma liofilizzata;
  • sotto forma di caramelle gommose, destinate a lenire il mal di gola.

Come prendere la pappa reale?
I suoi sostenitori raccomandano di fare una cura di pappa reale due volte all’anno, in autunno e alla fine dell’inverno. Essa deve essere presa a digiuno, prima della colazione. Si devono assumere al dì 0,5 g di pappa reale fresca per 40 giorni. Il consumo di pappa reale può causare effetti collaterali (cfr. controindicazioni indicate qui di seguito). Non è raccomandato darla a un bambino di età inferiore ai 6 anni.
Le dosi possono variare in funzione della forma che scegliete. Consultate il foglietto illustrativo o chiedete consiglio al vostro farmacista.
Poiché la pappa reale può avere effetti allergenici in alcune persone (cfr. controindicazioni indicate qui di seguito), è preferibile iniziare la cura assumendone piccole dosi al fine di verificarne la tolleranza per poi aumentare progressivamente la dose.

Come deve essere conservata la pappa reale?
La pappa reale fresca deve essere conservata in frigorifero, al riparo dalla luce e dall’umidità. Per quella sotto forma di fiale, pastiglie e caramelle gommose basta un luogo fresco, al riparo della luce e dell’umidità. Consultare la confezione per verificare la data di scadenza.

La pappa reale fresca ha un gusto cattivo?
Il gusto giudicato acido e astringente della pappa reale fresca può dar fastidio ad alcune persone. Se anche voi fate parte di queste persone, la vostra farmacia vi propone altre forme di consumo, come la soluzione bevibile (fiale) o le pastiglie liofilizzate.

Vi sono controindicazioni al consumo della pappa reale?
Le donne incinte non devono consumare la pappa reale, in quanto i suoi effetti allergenici non sono stati verificati in modo esaustivo. Anche le persone che soffrono di intolleranze o allergie, in particolare al polline e/o alle punture di insetti sono invitate a consultare il proprio medico o farmacista prima di prendere la pappa reale.
Poiché il consumo di pappa reale può causare interazioni con alcuni medicamenti (segnatamente gli ipotensivi, gli anticolesterolemici), si raccomanda di consultare il proprio farmacista prima di iniziare un’eventuale cura.

Nota:
le informazioni sopraindicate non sono esaustive e vengono fornite a titolo indicativo. In caso di dubbi o domande, rivolgetevi al vostro farmacista partner Abilis o consultate il vostro medico.