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Evviva le vitamine!

Data : 06/03/2020 16:02

Che cosa sono le vitamine?
Le vitamine sono micronutrienti, sostanze organiche senza valore energetico ma indispensabili per le funzioni vitali dell’organismo. Eccetto la vitamina D, esse vengono apportate attraverso l’alimentazione, in quanto il corpo non è in grado di sintetizzarle in quantità sufficiente. Un’alimentazione variata ed equilibrata, preferibilmente composta di prodotti freschi, è essenziale per garantire l'apporto necessario di vitamine. Ne esistono 13:

  • Vitamina A (retinolo)
    Presente esclusivamente nelle derrate alimentari di origine animale.
    Contributo: vista, pelle, mucose, bronchi, processi di riproduzione, crescita, differenziazione cellulare, difese immunitarie
  • Vitamina B1 (tiamina)
    Presente nelle derrate alimentari di origine animale e vegetale.
    Contributo: metabolismo energetico e glucidico, sistema nervoso.
  • Vitamina B2 (riboflavina)
    Presente nelle derrate alimentari di origine animale e vegetale.
    Contributo: reazioni del metabolismo dei glucidi, dei lipidi e delle proteine, produzione di energia.
  • Vitamina B3 (PP o niacina)
    Presente nelle derrate alimentari di origine vegetale e animale, può essere formata dall’organismo.
    Contributo: enzimi responsabili dell’ossidazione, riduzione del metabolismo dei glucidi, dei lipidi e degli amminoacidi. Produzione di energia.
  • Vitamina B5 (acido pantotenico)
    Presente negli alimenti in generale, molto diffusa.
    Contributo: metabolismo energetico delle cellule, sintesi e degradazione dei glucidi, delle proteine e dei lipidi. Sintesi degli steroidi (colesterolo, acidi biliari).
  • Vitamina B6 (piridossina)
    Presente nelle derrate alimentari di origine animale e vegetale.
    Contributo: metabolismo degli amminoacidi, formazione dei precursori dei globuli rossi (emoglobina), funzioni del sistema nervoso e immunitario.
  • Vitamina B8 (H o biotina)
    Presente nelle derrate alimentari di origine animale e vegetale.
    Contributo: metabolismo delle proteine, dei lipidi e dei glucidi.
  • Vitamina B9 (acido folico)
    Presente nelle derrate alimentari di origine vegetale e animale.
    Contributo: sintesi dell’RNA e del DNA, divisione, differenziazione e rigenerazione delle cellule.
  • Vitamina B12 (cobalamina)
    Presente prevalentemente nelle derrate alimentari di origine animale.
    Contributo: formazione dei globuli sanguigni, divisione cellulare, rigenerazione delle mucose, salute delle cellule nervose, protezione contro l’arteriosclerosi e le malattie cardiovascolari.
  • Vitamina C (acido ascorbico)
    Presente esclusivamente nelle derrate alimentari di origine vegetale.
    Contributo: azione antiossidante, formazione del tessuto connettivo e delle ossa, sistema immunitario, assorbimento del ferro.
  • Vitamina D (Calciferolo)

Si forma con l’esposizione diretta al sole (raggi UVB).
Contributo: assorbimento intestinale del calcio e del fosforo e loro utilizzo da parte delle ossa. Importante per la salute delle ossa e dei denti. Apparato locomotore, muscoli.

  • Vitamina E (tocoferolo)
    Presente nelle derrate alimentari di origine vegetale (o animale attraverso la catena alimentare).
    Contributo: azione antiossidante, protezione dei lipidi del sangue e delle membrane cellulari.
  • Vitamina K (fillochinone, K1 e menachinone, K2)
    La vitamina K1 proviene dalle derrate alimentari di origine vegetale, la vitamina K2 proviene dai batteri intestinali.
    Contributo: coagulazione del sangue, costituzione e mantenimento delle ossa.

A questa lista si aggiunge il betacarotene (vitamina trasformabile in vitamina A da parte dell’organismo), presente in praticamente tutti i vegetali, in particolare nella verdura verde (spinaci, lattuga, cavolini di Bruxelles, cavoli cinesi) oppure nella frutta o nella verdura gialla (carote, zucca, albicocche, manghi).
Contributo: effetto antiossidante, probabilità di riduzione del rischio di cancro ai polmoni, all’esofago e allo stomaco.

Da dove provengono le vitamine?
Le vitamine si trovano allo stato naturale in tutti gli alimenti, sia di origine vegetale che animale. Ogni derrata alimentare possiede il suo proprio ventaglio di vitamine. Un’alimentazione variata ed equilibrata, composta preferibilmente di prodotti freschi, è necessaria per assorbire tutte le vitamine essenziali per il buon funzionamento dell’organismo. Le vitamine possono anche essere prodotte sinteticamente o a partire da microrganismi come i batteri. Che siano naturali o sintetiche, la loro struttura è identica. Agiscono allo stesso modo nell’organismo.
Nei Paesi sviluppati dove a priori viene garantita un’alimentazione sana ed equilibrata, l'apporto di vitamine nell’alimentazione è sufficiente. Un apporto supplementare di vitamine può tuttavia essere raccomandato quando vengono constatate o sono prevedibili alcune carenze (gravidanza) o semplicemente per rafforzare il proprio sistema immunitario.

Che cosa apportano le vitamine?
Le vitamine rivestono un ruolo indispensabile in tutte le funzioni metaboliche del corpo. Permettono al corpo di svilupparsi, mantenersi in vita, riprodursi e proteggersi da un determinato numero di influssi esterni. La carenza di alcune vitamine può provocare gravi disfunzioni metaboliche, fisiche e psichiche.

È pericoloso assumere troppe vitamine?
L’eccesso di alcune vitamine può causare gravi problemi di salute. Si raccomanda quindi di consultare il proprio farmacista prima di consumare integratori alimentari vitaminici.
Rischi individuati in caso di consumo eccessivo:

  • Vitamina A: mal di testa, alterazioni della pelle, ittero, cirrosi, modifiche ossee dolorose, chiusura precoce della fontanella tra i neonati.
  • Vitamina B1: nessun rischio conosciuto.
  • Vitamina B2: nessun rischio conosciuto.
  • Vitamina B3: vasodilatazione, sensazione di calore, infiammazione delle mucose gastriche, lesioni epatiche.
  • Vitamina B5: nessun rischio conosciuto.
  • Vitamina B6: disturbi neurologici periferici.
  • Vitamina B8: nessun rischio conosciuto.
  • Vitamina B9: nessun rischio conosciuto per un consumo giornaliero limitato a 5 mg.
  • Vitamina B12: nessun rischio conosciuto.
  • Vitamina C: trasformazione delle proprietà antiossidanti della vitamina in proprietà proossidanti.
  • Vitamina D: concentrazione sanguigna troppo elevata di calcio, nausea, vomito, calcoli renali, insufficienza renale. Ma solo in caso di assunzione di integratori ad alto dosaggio.
  • Vitamina E: senza rischi fino a 300 mg/giorno.
  • Vitamina K: nessun rischio conosciuto.
  • Betacarotene: aumenta il rischio di cancro ai polmoni tra i fumatori e gli ex fumatori.

In quali casi si dovrebbero assumere integratori vitaminici?
Le persone il cui stato o le cui attività potrebbero causare una carenza possono consultare il proprio farmacista per determinare quale tipo di integratore è adatto a loro e individuare possibili controindicazioni. Tra queste persone rientrano:

  • le donne che desiderano avere figli o in gravidanza nonché i bambini;
  • le persone che seguono un’alimentazione vegetariana, vegetaliana o vegana;
  • le persone che seguono una dieta ipocalorica molto severa;
  • le persone che vivono nelle zone poco soleggiate o la cui pelle è ampiamente coperta;
  • gli sportivi di alto livello o le persone con attività fisica molto intensa;
  • le persone anziane;
  • le persone affette da malattie che causano un’ospedalizzazione prolungata con denutrizione.

Che cosa accade in caso di mancanza di vitamine?
La carenza di vitamine può avere gravi conseguenze per la salute.
Rischi individuati in caso di carenza (lista non esaustiva):

  • Vitamina A: deficit nella visione notturna, acuità visiva ridotta, aumentata predisposizione alle infezioni.
  • Vitamina B1: atrofia muscolare, debolezza cardiaca, edemi, neuropatie periferiche, perdite di memoria, stati di confusione.
  • Vitamina B2: eruzioni cutanee attorno al naso, commessure labiali screpolate, infiammazione della mucosa boccale e della lingua, disturbo della crescita, anemia.
  • Vitamina B3: lacerazioni cutanee, diarrea, psicosi depressiva, stato confusionale.
  • Vitamina B5: stanchezza, sensazione di bruciore ai piedi, debolezza muscolare, formicolii.
  • Vitamina B6: infiammazioni e lesioni della pelle e delle mucose della bocca e degli occhi, anemia, disturbi neurologici.
  • Vitamina B8: lesioni cutanee, caduta dei capelli, depressione, manifestazioni neurologiche.
  • Vitamina B9: modifica della formula sanguigna, anemia. Rischio accresciuto per la madre durante la gravidanza, per lo sviluppo dell’embrione e per il neonato.
  • Vitamina B12: anemia, malattie nervose.
  • Vitamina C: scorbuto, emorragie a livello cutaneo, delle mucose, dei muscoli e degli organi interni. Cattiva cicatrizzazione, maggiore predisposizione a determinate infezioni, indebolimento.
  • Vitamina D: debolezza, dolori muscolari e ossei, rachitismo tra i bambini, rammollimento delle ossa tra gli adulti.
  • Vitamina E: conseguenze sulle funzioni delle membrane cellulari, del metabolismo muscolare e del sistema nervoso.
  • Vitamina K: rallentamento della coagulazione.
  • Betacarotene: alterazione della visione notturna, cecità, nessun rischio conosciuto, secchezza della pelle, aumentata sensibilità alle infezioni.

Si possono assumere vitamine in gravidanza?
La maggior parte delle vitamine si trova allo stato naturale in quantità sufficiente in un’alimentazione sana ed equilibrata. Tuttavia, la carenza di alcune di esse può nuocere alla donna in gravidanza e al feto. Un integratore vitaminico è raccomandato (in particolare di vitamina B9) già varie settimane prima del concepimento. È tuttavia importante consultare prima il vostro farmacista o il vostro medico per determinare le vostre necessità con maggiore precisione ed evitare allo stesso tempo un eventuale sovradosaggio che potrebbe causare effetti indesiderati.

In quale forma esistono gli integratori vitaminici?
I complementi vitaminici esistono in vari formati e diverse formule. La composizione e lo spettro delle vitamine ivi contenute possono variare considerevolmente. È dunque importante consultare il proprio farmacista al fine di determinare le vostre necessità di integratori alimentari per rimediare a un’eventuale carenza o proteggervisi ed evitare qualsiasi rischio di consumo eccessivo.

Vi sono vitamine nelle conserve?
Più un alimento è fresco, più elevato è il suo tenore di vitamine. Ad alcuni alimenti possono anche essere aggiunte vitamine. Avendo la temperatura e la modalità di cottura un impatto sulla distruzione di una certa parte delle vitamine contenute negli alimenti, il processo di fabbricazione delle conserve riveste un ruolo fondamentale nella loro preservazione. Ben preparate, le derrate alimentari in conserva possono avere una buona capacità di preservazione delle vitamine.

Qual è la differenza tra le vitamine liposolubili e le vitamine idrosolubili?
Le vitamine liposolubili (A, betacarotene, D, E, K) sono immagazzinate dall’organismo. Le
vitamine idrosolubili (B1, B2, B3, B5, B6, B8, B9, B12, C) lo sono solo in misura minore, ad eccezione della vitamina B12, immagazzinata nel fegato e quindi difficile da eliminare.

La cottura degli alimenti distrugge le vitamine?
La cottura, ma anche la congelazione e l’essiccazione degli alimenti possono distruggere fino a oltre il 60% del loro tenore di vitamine. Alcune vitamine sono più resistenti di altre al calore o alla luce. Gran parte delle vitamine idrosolubili si scioglie nell’acqua di cottura. La cottura a vapore (gli alimenti non sono immersi nell'acqua) o le minestre (viene consumata anche l’acqua di cottura) permettono di meglio conservare le vitamine presenti. Un’alimentazione sana, variata ed equilibrata, essenzialmente composta di prodotti freschi, garantisce, di norma, un apporto sufficiente di tutto lo spettro delle vitamine.

Nota:
le informazioni sopraindicate non sono esaustive e vengono fornite a titolo indicativo. In caso di dubbi o domande, rivolgetevi al vostro farmacista partner Abilis o consultate il vostro medico.

Fonti:
Società Svizzera di Nutrizione SSN
Organizzazione Mondiale della Sanità OMS
Ufficio federale della sanità pubblica UFSP
Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria
Ospedale del Vallese

L'influenza stagionale

Data : 24/02/2020 16:02

Quali sono i sintomi dell’influenza stagionale?
Forte febbre (temperatura superiore a 38°), brividi, tosse secca, mal di testa (cefalee), dolori muscolari e articolari (indolenzimento), malessere generale, mal di gola e naso che cola. Succede che le persone anziane non abbiano febbre. I bambini possono anche soffrire di diarrea e dolori addominali. Alcuni di questi sintomi sono simili a quelli dell’infreddatura e del raffreddore, motivo per cui a volte si tende a confondere queste due malattie.

Qual è la differenza tra l’influenza e il raffreddore?
L’influenza e il raffreddore sono due malattie virali. L’influenza è un’infezione acuta provocata dal virus dell’influenza. Il raffreddore è generalmente la conseguenza di un’infreddatura. I sintomi dell’influenza compaiono in modo più improvviso. La malattia può durare da una a due settimane, persino di più. Il raffreddore, se non porta ad altre complicazioni (bronchite, sinusite, otite, polmonite, crup nei bambini piccoli) dura soltanto qualche giorno e provoca innanzitutto un’affezione delle vie respiratorie: secrezione nasale, starnuti, mal di gola. Questi sintomi compaiono più gradualmente rispetto all’influenza.

L’influenza è pericolosa?
Le donne incinte, le persone anziane (a partire da 65 anni), i bambini prematuri, i bambini da 6 mesi a 5 anni nonché le persone affette da determinate malattie croniche (cardiache, vie respiratorie o diabete) sono considerate persone a rischio in quanto maggiormente soggette a severe complicazioni che potrebbero persino portare alla morte. Il personale sanitario e le persone che si occupano di anziani e lattanti devono a loro volta adottare misure di protezione particolari per non ritrasmettere la malattia alle persone a loro vicine.

Occorre consultare il medico in caso di influenza?
Non è sempre necessario consultare il medico. Per contro, se i sintomi si aggravano, segnatamente se la temperatura supera i 40° fra gli adulti e i 39° fra i bambini, o durano più di una settimana, è preferibile consultare il proprio medico. In caso di dubbi, è sempre possibile consultare un medico online (quello della vostra compagnia d’assicurazione o di una piattaforma online come DrNow.ch) che vi informerà sulle misure adeguate da adottare. Le persone a rischio devono osservare attentamente l’evoluzione della malattia e consultare immediatamente un medico in caso di problemi.

L’influenza è contagiosa?
Le persone infette sono già contagiose un giorno prima dell’apparizione dei sintomi e lo restano per 3-5 giorni (fino al 10° giorno nei bambini). Questo periodo può tuttavia variare a seconda dell’individuo. Il rischio di contagio è più elevato all’inizio della malattia. È pertanto importante restare a casa sin dall’apparizione dei primi sintomi.

Come si trasmette l’influenza?
Il virus dell’influenza si trasmette facilmente per contatto diretto (starnuti, sputi, tosse o mani), in particolare negli spazi chiusi, ma anche per contatto indiretto (maniglie delle porte, schermi tattili, diversi oggetti).

Come limitare il rischio di trasmissione dell’influenza?
È essenziale che le persone infette si lavino regolarmente le mani con acqua e sapone, starnutiscano coprendosi la bocca con la mano o il gomito flesso, si soffino il naso in un fazzoletto di carta e che lo gettino immediatamente dopo. Gli spazi chiusi devono essere regolarmente aerati e i contatti fisici con persone affette evitati.

Come curare l’influenza?
La maggior parte del tempo si alleviano i sintomi con un medicamento a base di paracetamolo. Va evitata l’aspirina che può potenzialmente causare complicazioni in alcune persone. Nel corso di tutta la durata dei sintomi occorre restare a casa, tenersi al caldo, bere molto per compensare la perdita di liquido dovuto alla febbre e riposarsi. Alle persone a rischio possono essere prescritti trattamenti antivirali.

Occorre vaccinarsi contro l’influenza?
Certamente ed è molto semplice: la maggior parte delle farmacie propone la vaccinazione antinfluenzale per le persone a partire dai 16 anni e in buona salute (cfr. la lista delle farmacie che praticano la vaccinazione su www.vaccinazioneinfarmacia.ch). Questa vaccinazione è fortemente raccomandata per le persone appartenenti ai gruppi a rischio (donne incinte per la protezione della madre e del bebè, persone anziane con oltre 65 anni, bambini prematuri dai sei mesi e durante le due prime stagioni influenzali nonché le persone affette da determinate malattie croniche, cardiache, delle vie respiratorie o diabete), ma è indispensabile consultare prima un medico. Anche i fornitori di cure o le persone in contatto con persone a rischio, con lattanti o bambini piccoli devono farsi vaccinare, perché la vaccinazione eviterà di trasmettere il virus influenzale alle persone a loro vicine. La vaccinazione antinfluenzale è il mezzo più efficace, più semplice e più sicuro per evitare di contrarre l’influenza in inverno.

La vaccinazione antinfluenzale è efficace?
L’efficacia della vaccinazione dipende da vari fattori come l’età, l’immunocompetenza della persona vaccinata nonché il grado di concordanza tra la vaccinazione antinfluenzale e il virus in circolazione. L’efficacia è minore nelle persone anziane, affette da malattie croniche o il cui sistema immunitario è carente. Ciononostante, la vaccinazione permette di attenuare la gravità della malattia e di ridurre i rischi di complicazioni. Adeguata ogni anno ai ceppi del virus in circolazione, la vaccinazione antinfluenzale protegge generalmente per 6 mesi. Dopo l’iniezione del vaccino, occorre attendere da una a due settimane prima che il corpo abbia acquisito le difese immunitarie ottimali. Se ci si contamina durante queste due settimane, è ancora possibile prendere l’influenza.

Dove e quando è possibile vaccinarsi contro l’influenza?
In farmacia (lista delle farmacie che praticano la vaccinazione su www.vaccinazioneinfarmacia.ch), dal vostro medico o al centro di vaccinazione. Bisognerebbe idealmente vaccinarsi tra la metà di ottobre e la metà di novembre affinché il sistema immunitario abbia il tempo di costituire le proprie difese prima dell’arrivo dell’influenza. I virus influenzali evolvono costantemente e la composizione delle vaccinazioni viene aggiornata due volte all'anno: è quindi raccomandato farsi vaccinare ogni anno contro l’influenza.

La vaccinazione antinfluenzale provoca effetti indesiderati?
In circa il 5-10% delle persone vaccinate possono verificarsi reazioni come febbre, dolori muscolari o malessere in seguito alla stimolazione delle loro difese immunitarie. Questa reazione è innocua e sparisce entro uno o due giorni. Un rossore, una leggera tumefazione o dolori nel punto dell’iniezione possono a volte durare fino a due giorni. In generale il rischio di essere colpiti dalle severe complicazioni dell’influenza è molto più elevato rispetto al pericolo di dover affrontare effetti secondari indesiderati gravi in seguito alla vaccinazione.

Nota:
le informazioni sopraindicate non sono esaustive e vengono fornite a titolo indicativo. In caso di dubbi o domande, rivolgetevi al vostro farmacista partner Abilis o consultate il vostro medico.

Fonti:
Ufficio federale della sanità pubblica UFSP
Organizzazione mondiale della sanità

I benefici della pappa reale

Data : 24/02/2020 16:02

Che cos'è la pappa reale?
Anche chiamata «latte delle api», la pappa reale è un prodotto dell’alveare. Si tratta di una secrezione biancastra di consistenza gelatinosa prodotta dalle api operaie per nutrire le larve durante i primi giorni della loro vita. Le larve delle api destinate a diventare regine beneficiano più a lungo della pappa reale. Questa sostanza costituisce il regime alimentare esclusivo delle regine durante tutta la loro vita. Ricca di glucidi, di amminoacidi e di vitamine (in particolare di vitamine del gruppo B), la pappa reale è un complemento alimentare naturale cui si associano numerose virtù immunitarie, energetiche e distensive (cfr. benefici riportati qui di seguito). Grazie a metodi specifici messi a punto dagli apicoltori, è possibile produrre la pappa reale su scala industriale.

Come viene fabbricata la pappa reale?
La pappa reale per scopi commerciali viene fabbricata in aziende di apicoltura specializzate. Essendo una derrata alimentare, la sua fabbricazione deve soddisfare tutte le prescrizioni legali contemplate dalla legge sulle derrate alimentari e dall’ordinanza sulle derrate alimentari di origine animale. L’origine della pappa reale che consumiamo è fondamentale ed è quindi importante farsi consigliare dal proprio farmacista al momento dell’acquisto.

Quali benefici vengono attribuiti alla pappa reale?
Sebbene oggi non disponiamo di alcuno studio in grado di provare scientificamente i valori terapeutici della pappa reale, sin dall’antichità le si attribuisce un gran numero di virtù tendenti a ridurre la stanchezza fisica e intellettuale (effetto rivitalizzante), a rinforzare le difese immunitarie, ad aumentare la longevità e a diminuire lo stress. La pappa reale eserciterebbe un’azione normalizzante su un determinato numero di organi e funzioni fisiologiche. Senza che ciò sia stato scientificamente provato, essa potrebbe avere un effetto positivo sull’equilibrio ormonale delle donne in menopausa. Le si attribuisce inoltre effetti protettivi contro l’ipertensione e il colesterolo, sebbene i rapporti di causa-effetto non siano stati chiaramente appurati. Nella medicina tradizionale cinese, la pappa reale è considerata un tonico in caso di carenza di Yin.

Di che cosa è composta la pappa reale?
In quanto secrezione prodotta dalle api operaie, la pappa reale è composta di:

  • 15% di glucidi (essenzialmente di fruttosio e glucosio);
  • 13%-18% di proteine (amminoacidi);
  • 3%-6% di lipidi;
  • 1,5% di minerali;
  • vitamine, soprattutto quelle del gruppo B e segnatamente la B1 e la B5 (la pappa reale è l’alimento naturale più ricco di vitamina B5);
  • oligoelementi;
  • 50%-65% di acqua.

La pappa reale comprende quindi un determinato numero di elementi vitali naturali in grado di spiegare i benefici attribuitile.

In quali forme può essere consumata la pappa reale?
La pappa reale può essere acquistata in diverse forme:

  • fresca, in vasetti, nella sua forma naturale (i vasetti vanno conservati al fresco, in un luogo asciutto e al riparo dalla luce e non devono avere coperchi metallici in quanto, essendo acida, la pappa reale attacca il metallo);
  • in soluzione bevibile, sotto forma di fiale (queste ultime comprendono spesso altre sostanze come il miele, il ginseng, la propoli, probiotici ecc.);
  • in pastiglie, sotto forma liofilizzata;
  • sotto forma di caramelle gommose, destinate a lenire il mal di gola.

Come prendere la pappa reale?
I suoi sostenitori raccomandano di fare una cura di pappa reale due volte all’anno, in autunno e alla fine dell’inverno. Essa deve essere presa a digiuno, prima della colazione. Si devono assumere al dì 0,5 g di pappa reale fresca per 40 giorni. Il consumo di pappa reale può causare effetti collaterali (cfr. controindicazioni indicate qui di seguito). Non è raccomandato darla a un bambino di età inferiore ai 6 anni.
Le dosi possono variare in funzione della forma che scegliete. Consultate il foglietto illustrativo o chiedete consiglio al vostro farmacista.
Poiché la pappa reale può avere effetti allergenici in alcune persone (cfr. controindicazioni indicate qui di seguito), è preferibile iniziare la cura assumendone piccole dosi al fine di verificarne la tolleranza per poi aumentare progressivamente la dose.

Come deve essere conservata la pappa reale?
La pappa reale fresca deve essere conservata in frigorifero, al riparo dalla luce e dall’umidità. Per quella sotto forma di fiale, pastiglie e caramelle gommose basta un luogo fresco, al riparo della luce e dell’umidità. Consultare la confezione per verificare la data di scadenza.

La pappa reale fresca ha un gusto cattivo?
Il gusto giudicato acido e astringente della pappa reale fresca può dar fastidio ad alcune persone. Se anche voi fate parte di queste persone, la vostra farmacia vi propone altre forme di consumo, come la soluzione bevibile (fiale) o le pastiglie liofilizzate.

Vi sono controindicazioni al consumo della pappa reale?
Le donne incinte non devono consumare la pappa reale, in quanto i suoi effetti allergenici non sono stati verificati in modo esaustivo. Anche le persone che soffrono di intolleranze o allergie, in particolare al polline e/o alle punture di insetti sono invitate a consultare il proprio medico o farmacista prima di prendere la pappa reale.
Poiché il consumo di pappa reale può causare interazioni con alcuni medicamenti (segnatamente gli ipotensivi, gli anticolesterolemici), si raccomanda di consultare il proprio farmacista prima di iniziare un’eventuale cura.

Nota:
le informazioni sopraindicate non sono esaustive e vengono fornite a titolo indicativo. In caso di dubbi o domande, rivolgetevi al vostro farmacista partner Abilis o consultate il vostro medico.