FAQ

Qui di seguito sono riportate le risposte alle domande più frequenti in merito ad Abilis, classificate per categorie.

Aspetti generali

Che cos’è Abilis?

Abilis è una piattaforma di sanità protetta destinata al vasto pubblico e a tutti i professionisti della salute. Abilis propone un’ampia gamma di servizi, allo scopo di migliorare la qualità delle cure e aiutare le persone a gestire meglio la propria salute e il proprio benessere.

Consultare l’opuscolo di presentazione.

Qual è il contenuto di Abilis?

Abilis permette ai privati di accedere ai propri dati medici e di disporre costantemente di informazioni pertinenti relative alla propria salute. Si tratta di una vera e propria cartella sanitaria che potete avere a portata di mano sempre e dovunque, per tutta la vita, e che vi permette di tenere sotto controllo ogni aspetto della vostra salute.

Abilis è in costante evoluzione e sarà arricchita regolarmente con nuove funzioni. Nella prima versione troverete una panoramica completa del vostro piano di medicazione attuale, la funzione per ordinare i medicamenti con prescrizioni rinnovabili, la visualizzazione delle vostre allergie e intolleranze, l’accesso al riepilogo delle vostre fatture e alla piattaforma di telemedicina DrNow.ch. Per saperne di più

Abilis propone ai professionisti della salute una molteplicità di funzioni e prestazioni innovative, che possono essere scoperte cliccando qui.

Potete anche inviarci una richiesta di informazioni mediante il modulo di contatto.

Come si aderisce a Abilis?

Per i privati, il processo di adesione alla piattaforma sanitaria Abilis deve obbligatoriamente essere avviato in una farmacia partner Abilis. Dopo avervi identificato visualmente e controllato il vostro documento d’identità, il dipendente della farmacia vi consegna una password provvisoria che vi permetterà di ottenere un identificativo elettronico protetto (IDP) e di attivare autonomamente il vostro conto dopo aver scaricato l’app mobile da Google Play o dall’App Store.

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Per i professionisti della salute, le richieste di informazioni possono essere formulate tramite il modulo di contatto.

Perché devo andare in farmacia per poter aderire ad Abilis?

La particolarità di Abilis consiste nel fatto che le informazioni utilizzate dalla piattaforma provengono direttamente dal vostro dossier farmacologico aggiornato dalla vostra farmacia. Si tratta quindi di dati sensibili e personali il cui trattamento deve conformarsi a determinate disposizioni legali e segnatamente all’obbligo di un’identificazione personale in farmacia. Solo così è possibile garantire e certificare la sicurezza dei vostri dati.

Cos’è la cartella informatizzata del paziente (CIP)?

La cartella informatizzata del paziente (CIP) è un insieme di dati e documenti relativi alla vostra salute riuniti in uno spazio virtuale. Il suo obiettivo consiste nel semplificare la gestione dei vostri trattamenti e nel promuovere la qualità e la sicurezza delle cure. Voi e i professionisti della salute potete consultare queste informazioni in qualsiasi momento tramite una connessione Internet sicura. Decidete liberamente chi può consultare quali documenti.

Maggiori informazioni sulla CIP

 

Qual è il legame tra Abilis e la cartella informatizzata del paziente (CIP)?

La piattaforma sanitaria Abilis proporrà un comodo accesso alla futura cartella informatizzata del paziente (CIP) della comunità di riferimento nazionale Abilis. La CIP che, secondo il programma dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) sarà disponibile nel 2020, è nata dalla volontà delle autorità federali di rafforzare la qualità e la sicurezza interprofessionale delle cure mediche.

Maggiori informazioni sulla CIP

Che cos’è DrNow.ch?

Dall’app Abilis potete accedere a DrNow.ch, un servizio di telemedicina che propone un rapido consulto medico da parte di medici FMH esperti.

Maggiori informazioni su DrNow

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News

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Allergia al polline

Data : 07/04/2020 16:02

Quali sono i sintomi dell’allergia al polline?
Naso che cola, starnuti, occhi rossi e lacrimanti che bruciano e difficoltà respiratorie: i sintomi dell’allergia al polline, comunemente chiamata raffreddore del fieno, sono diversi e variano a seconda delle persone colpite. Le persone che soffrono di asma possono risentire un peggioramento del loro stato. In funzione del disagio percepito, il vostro farmacista partner Abilis vi consiglierà i medicamenti che meglio vi convengono.

Se i sintomi sono più forti, ossia si manifestano mal di testa, secrezioni nasali giallastre, problemi della vista, si raccomanda di consultare un medico in quanto altre malattie più gravi, come ad esempio la sinusite, possono essere legate all’allergia o esserne il risultato.

Il periodo sintomatico permette in generale di risalire a quali pollini la persona affetta è sensibile. Tuttavia l’estensione dei periodi pollinici in seguito al riscaldamento globale può causare sintomi quasi persistenti (rinite perenne) per cui è raccomandata un’analisi più approfondita.

Qual è il trattamento contro le allergie al polline?
Il vostro farmacista partner Abilis ha la posizione migliore per consegnarvi il trattamento più efficace contro le allergie al polline e il raffreddore del fieno. Può, infatti, tener conto anche di eventuali altri trattamenti in corso. A condizione che ciò sia possibile, per preservare reazioni allergiche troppo acute si consiglia nei giorni in cui la pollinazione è particolarmente forte di restare all’interno della propria abitazione con le finestre chiuse e di aerare il proprio appartamento soprattutto di notte. Gli occhiali da sole proteggono parzialmente gli occhi dal polline. Le automobili possono essere provviste di filtri antipolline.

Le persone molto sensibili possono ricorrere a un trattamento antistaminico preventivo prima dell’inizio della stagione. Sono tuttavia possibili effetti collaterali, segnatamente un senso di affaticamento importante e la guida di un veicolo o il lavoro con macchine possono rivelarsi pericolosi. Alcuni medicamenti, in particolari quelli a base di cortisone, vengono consegnati soltanto su ricetta ed è necessario consultare un medico. In caso di asma, l’inalazione di spray cortisonici consente di dilatare i bronchi e di alleviare un’eventuale crisi acuta.
Quando l’intensità delle reazioni allergiche è esigua, alcune gocce oftalmiche (colliri) o spray nasali allevieranno in modo efficace le persone sensibili. Anche alcuni metodi di medicina complementare (vitamine, agopuntura, omeopatia, fitoterapia, medicina tradizionale cinese MTC) possono attenuare i sintomi delle allergie al polline ed essere abbinati alla medicina classica.

È possibile prendere in considerazione una desensibilizzazione?
Una desensibilizzazione (immunoterapia specifica, iposensibilizzazione) può essere presa in considerazione da un allergologo che deve prima di tutto assicurarsi che i disturbi siano effettivamente causati da un’allergia. Dei test cutanei permettono segnatamente di identificare in pochi minuti le origini più importanti di un’allergia pollinica.  Le desensibilizzazioni più efficaci vengono effettuate tramite iniezioni sottocutanee di una soluzione terapeutica, la cui concentrazione viene man mano aumentata per insegnare al sistema immunitario a non avere più reazioni eccessive al momento in cui entra in contatto con l’allergene interessato.
Per i pazienti per cui non è possibile effettuare un trattamento con iniezioni (p.es. i bambini), è anche possibile eseguire l’immunoterapia sublinguale (gocce e compresse) che tuttavia non è ancora disponibile per tutti gli allergeni. Il processo di desensibilizzazione è lungo. Il trattamento deve essere effettuato in modo regolare e può durare da tre a cinque anni.

La desensibilizzazione è possibile per tutti?
L’immunoterapia allergenica non è sempre possibile e deve essere accuratamente valutata in alcuni casi:

  • asma grave o mal controllato;
  • cancro;
  • malattia cardiaca o polmonare;
  • ipertensione non trattata;
  • assunzione di certi medicamenti;
  • malattie autoimmuni gravi o immunodeficienza non trattata;
  • assenza di collaborazione del paziente (osservanza insufficiente).

In Svizzera l’immunoterapia allergenica è autorizzata per i bambini a partire da 5 anni. Per le donne incinte, si attende la nascita del bambino prima di iniziare un’immunoterapia allergenica.

Quali sono i pollini delle graminacee?
Le graminacee sono piante che si trovano nei campi, nelle praterie o nell’erba. In Svizzera ne esistono oltre 200 specie e i loro pollini, quasi tutti allergizzanti, sono difficili da distinguere. Sono i più importanti pollini allergenici del nostro paese a seguito della loro forte disseminazione, della grande quantità di polline liberato e del lungo periodo di fioritura. Quasi un quarto della popolazione ne è sensibile. A seconda della regione, la loro fioritura avviene essenzialmente tra metà aprile e agosto, con un picco di intensità da metà maggio a metà luglio. Anche alcuni alberi e piante erbacee (la cosiddetta «erba cattiva») liberano pollini allergizzanti.

Quali sono i tempi delle allergie al polline?
In Svizzera, i primi pollini possono apparire dal mese di febbraio, con la fioritura dei noccioli e degli ontani, e la stagione pollinica si protrae fino al mese di settembre. MeteoSvizzera pubblica ogni anno sul suo sito un calendario dei pollini, creato sulla base delle condizioni meteorologiche e del loro impatto sulla stagione pollinica. Questo calendario varia in funzione delle regioni interessate della Svizzera. Da questo sito può anche essere scaricato un opuscolo intitolato «Calendario regionale dei pollini», contenente i dati annuali medi di ogni regione della Svizzera e in grado di apportare un aiuto prezioso alla diagnosi e alla prevenzione delle allergie ai pollini.

L’aumento delle temperature dovuto al cambiamento climatico implica una stagione pollinica che inizia prima, se non addirittura ininterrotta, con intensità più forti per alcuni tipi di polline.
https://www.meteosvizzera.admin.ch/home/clima/il-clima-della-svizzera/informatzioni-sui-pollini.html

Il Centro Allergie Svizzera fornisce dati quotidiani sulle previsioni polliniche nelle varie regioni della Svizzera. Sul sito figurano anche informazioni dettagliate sulle piante allergeniche e il loro grado di allergia nonché sull’inquinamento atmosferico e sulle microparticelle che possono avere un impatto aggravante sui sintomi allergici avvertiti.
L’applicazione «Pollini-News», disponibile su iTunes e Google Play Store, fornisce a sua volta accesso a una moltitudine di informazioni e di consigli utili per prevenire e curare le reazioni allergiche.
https://www.pollenundallergie.ch/info-sui-pollini-e-allergie/informazione-sui-pollini/previsione-dei-pollini/?oid=1828&lang=it

Il vostro farmacista partner Abilis vi fornirà preziosi consigli, tenendo conto della regione in cui abitate, del periodo dell’anno ma anche della vostra situazione personale e di eventuali trattamenti che vi sono già stati prescritti.

Quali sono i pollini allergenici più frequenti in Svizzera?
Dipende dalle regioni e dalle stagioni. Ma tra gli alberi e le piante principalmente interessati possiamo in generale citare:

  • il nocciolo;
  • l'ontano;
  • il frassino;
  • la betulla;
  • la quercia;
  • le graminacee;
  • il castagno;
  • l’artemisia;
  • l’ambrosia.

Le allergie al polline affaticano?
L’allergia al polline attiva il sistema immunitario. Quest’ultimo reagisce alle proteine dei pollini liberando anticorpi contro sostanze effettivamente innocue. Si tratta di una reazione eccessiva del sistema immunitario (iperattività) che induce uno stato di affaticamento che può variare sensibilmente da un individuo all’altro, a volte anche notevole. Poiché anche l’assunzione di antistaminici provoca uno stato di affaticamento e di sonnolenza nonché una riduzione della concentrazione, si raccomanda di non guidare, di non lavorare con attrezzature o macchine che comportano pericoli.

Osservazioni:
le informazioni sopraindicate non sono esaustive e vengono fornite a titolo indicativo. In caso di dubbio o di domande, informatevi presso il vostro farmacista partner Abilis o consultate il vostro medico.

Fonti:
Centro Allergie Svizzera
Organizzazione Mondiale della Sanità OMS
Ufficio federale della sanità pubblica UFSP
Swissmedic
Revue Médicale Suisse
MeteoSvizzera

Evviva le vitamine!

Data : 06/03/2020 16:02

Che cosa sono le vitamine?
Le vitamine sono micronutrienti, sostanze organiche senza valore energetico ma indispensabili per le funzioni vitali dell’organismo. Eccetto la vitamina D, esse vengono apportate attraverso l’alimentazione, in quanto il corpo non è in grado di sintetizzarle in quantità sufficiente. Un’alimentazione variata ed equilibrata, preferibilmente composta di prodotti freschi, è essenziale per garantire l'apporto necessario di vitamine. Ne esistono 13:

  • Vitamina A (retinolo)
    Presente esclusivamente nelle derrate alimentari di origine animale.
    Contributo: vista, pelle, mucose, bronchi, processi di riproduzione, crescita, differenziazione cellulare, difese immunitarie
  • Vitamina B1 (tiamina)
    Presente nelle derrate alimentari di origine animale e vegetale.
    Contributo: metabolismo energetico e glucidico, sistema nervoso.
  • Vitamina B2 (riboflavina)
    Presente nelle derrate alimentari di origine animale e vegetale.
    Contributo: reazioni del metabolismo dei glucidi, dei lipidi e delle proteine, produzione di energia.
  • Vitamina B3 (PP o niacina)
    Presente nelle derrate alimentari di origine vegetale e animale, può essere formata dall’organismo.
    Contributo: enzimi responsabili dell’ossidazione, riduzione del metabolismo dei glucidi, dei lipidi e degli amminoacidi. Produzione di energia.
  • Vitamina B5 (acido pantotenico)
    Presente negli alimenti in generale, molto diffusa.
    Contributo: metabolismo energetico delle cellule, sintesi e degradazione dei glucidi, delle proteine e dei lipidi. Sintesi degli steroidi (colesterolo, acidi biliari).
  • Vitamina B6 (piridossina)
    Presente nelle derrate alimentari di origine animale e vegetale.
    Contributo: metabolismo degli amminoacidi, formazione dei precursori dei globuli rossi (emoglobina), funzioni del sistema nervoso e immunitario.
  • Vitamina B8 (H o biotina)
    Presente nelle derrate alimentari di origine animale e vegetale.
    Contributo: metabolismo delle proteine, dei lipidi e dei glucidi.
  • Vitamina B9 (acido folico)
    Presente nelle derrate alimentari di origine vegetale e animale.
    Contributo: sintesi dell’RNA e del DNA, divisione, differenziazione e rigenerazione delle cellule.
  • Vitamina B12 (cobalamina)
    Presente prevalentemente nelle derrate alimentari di origine animale.
    Contributo: formazione dei globuli sanguigni, divisione cellulare, rigenerazione delle mucose, salute delle cellule nervose, protezione contro l’arteriosclerosi e le malattie cardiovascolari.
  • Vitamina C (acido ascorbico)
    Presente esclusivamente nelle derrate alimentari di origine vegetale.
    Contributo: azione antiossidante, formazione del tessuto connettivo e delle ossa, sistema immunitario, assorbimento del ferro.
  • Vitamina D (Calciferolo)

Si forma con l’esposizione diretta al sole (raggi UVB).
Contributo: assorbimento intestinale del calcio e del fosforo e loro utilizzo da parte delle ossa. Importante per la salute delle ossa e dei denti. Apparato locomotore, muscoli.

  • Vitamina E (tocoferolo)
    Presente nelle derrate alimentari di origine vegetale (o animale attraverso la catena alimentare).
    Contributo: azione antiossidante, protezione dei lipidi del sangue e delle membrane cellulari.
  • Vitamina K (fillochinone, K1 e menachinone, K2)
    La vitamina K1 proviene dalle derrate alimentari di origine vegetale, la vitamina K2 proviene dai batteri intestinali.
    Contributo: coagulazione del sangue, costituzione e mantenimento delle ossa.

A questa lista si aggiunge il betacarotene (vitamina trasformabile in vitamina A da parte dell’organismo), presente in praticamente tutti i vegetali, in particolare nella verdura verde (spinaci, lattuga, cavolini di Bruxelles, cavoli cinesi) oppure nella frutta o nella verdura gialla (carote, zucca, albicocche, manghi).
Contributo: effetto antiossidante, probabilità di riduzione del rischio di cancro ai polmoni, all’esofago e allo stomaco.

Da dove provengono le vitamine?
Le vitamine si trovano allo stato naturale in tutti gli alimenti, sia di origine vegetale che animale. Ogni derrata alimentare possiede il suo proprio ventaglio di vitamine. Un’alimentazione variata ed equilibrata, composta preferibilmente di prodotti freschi, è necessaria per assorbire tutte le vitamine essenziali per il buon funzionamento dell’organismo. Le vitamine possono anche essere prodotte sinteticamente o a partire da microrganismi come i batteri. Che siano naturali o sintetiche, la loro struttura è identica. Agiscono allo stesso modo nell’organismo.
Nei Paesi sviluppati dove a priori viene garantita un’alimentazione sana ed equilibrata, l'apporto di vitamine nell’alimentazione è sufficiente. Un apporto supplementare di vitamine può tuttavia essere raccomandato quando vengono constatate o sono prevedibili alcune carenze (gravidanza) o semplicemente per rafforzare il proprio sistema immunitario.

Che cosa apportano le vitamine?
Le vitamine rivestono un ruolo indispensabile in tutte le funzioni metaboliche del corpo. Permettono al corpo di svilupparsi, mantenersi in vita, riprodursi e proteggersi da un determinato numero di influssi esterni. La carenza di alcune vitamine può provocare gravi disfunzioni metaboliche, fisiche e psichiche.

È pericoloso assumere troppe vitamine?
L’eccesso di alcune vitamine può causare gravi problemi di salute. Si raccomanda quindi di consultare il proprio farmacista prima di consumare integratori alimentari vitaminici.
Rischi individuati in caso di consumo eccessivo:

  • Vitamina A: mal di testa, alterazioni della pelle, ittero, cirrosi, modifiche ossee dolorose, chiusura precoce della fontanella tra i neonati.
  • Vitamina B1: nessun rischio conosciuto.
  • Vitamina B2: nessun rischio conosciuto.
  • Vitamina B3: vasodilatazione, sensazione di calore, infiammazione delle mucose gastriche, lesioni epatiche.
  • Vitamina B5: nessun rischio conosciuto.
  • Vitamina B6: disturbi neurologici periferici.
  • Vitamina B8: nessun rischio conosciuto.
  • Vitamina B9: nessun rischio conosciuto per un consumo giornaliero limitato a 5 mg.
  • Vitamina B12: nessun rischio conosciuto.
  • Vitamina C: trasformazione delle proprietà antiossidanti della vitamina in proprietà proossidanti.
  • Vitamina D: concentrazione sanguigna troppo elevata di calcio, nausea, vomito, calcoli renali, insufficienza renale. Ma solo in caso di assunzione di integratori ad alto dosaggio.
  • Vitamina E: senza rischi fino a 300 mg/giorno.
  • Vitamina K: nessun rischio conosciuto.
  • Betacarotene: aumenta il rischio di cancro ai polmoni tra i fumatori e gli ex fumatori.

In quali casi si dovrebbero assumere integratori vitaminici?
Le persone il cui stato o le cui attività potrebbero causare una carenza possono consultare il proprio farmacista per determinare quale tipo di integratore è adatto a loro e individuare possibili controindicazioni. Tra queste persone rientrano:

  • le donne che desiderano avere figli o in gravidanza nonché i bambini;
  • le persone che seguono un’alimentazione vegetariana, vegetaliana o vegana;
  • le persone che seguono una dieta ipocalorica molto severa;
  • le persone che vivono nelle zone poco soleggiate o la cui pelle è ampiamente coperta;
  • gli sportivi di alto livello o le persone con attività fisica molto intensa;
  • le persone anziane;
  • le persone affette da malattie che causano un’ospedalizzazione prolungata con denutrizione.

Che cosa accade in caso di mancanza di vitamine?
La carenza di vitamine può avere gravi conseguenze per la salute.
Rischi individuati in caso di carenza (lista non esaustiva):

  • Vitamina A: deficit nella visione notturna, acuità visiva ridotta, aumentata predisposizione alle infezioni.
  • Vitamina B1: atrofia muscolare, debolezza cardiaca, edemi, neuropatie periferiche, perdite di memoria, stati di confusione.
  • Vitamina B2: eruzioni cutanee attorno al naso, commessure labiali screpolate, infiammazione della mucosa boccale e della lingua, disturbo della crescita, anemia.
  • Vitamina B3: lacerazioni cutanee, diarrea, psicosi depressiva, stato confusionale.
  • Vitamina B5: stanchezza, sensazione di bruciore ai piedi, debolezza muscolare, formicolii.
  • Vitamina B6: infiammazioni e lesioni della pelle e delle mucose della bocca e degli occhi, anemia, disturbi neurologici.
  • Vitamina B8: lesioni cutanee, caduta dei capelli, depressione, manifestazioni neurologiche.
  • Vitamina B9: modifica della formula sanguigna, anemia. Rischio accresciuto per la madre durante la gravidanza, per lo sviluppo dell’embrione e per il neonato.
  • Vitamina B12: anemia, malattie nervose.
  • Vitamina C: scorbuto, emorragie a livello cutaneo, delle mucose, dei muscoli e degli organi interni. Cattiva cicatrizzazione, maggiore predisposizione a determinate infezioni, indebolimento.
  • Vitamina D: debolezza, dolori muscolari e ossei, rachitismo tra i bambini, rammollimento delle ossa tra gli adulti.
  • Vitamina E: conseguenze sulle funzioni delle membrane cellulari, del metabolismo muscolare e del sistema nervoso.
  • Vitamina K: rallentamento della coagulazione.
  • Betacarotene: alterazione della visione notturna, cecità, nessun rischio conosciuto, secchezza della pelle, aumentata sensibilità alle infezioni.

Si possono assumere vitamine in gravidanza?
La maggior parte delle vitamine si trova allo stato naturale in quantità sufficiente in un’alimentazione sana ed equilibrata. Tuttavia, la carenza di alcune di esse può nuocere alla donna in gravidanza e al feto. Un integratore vitaminico è raccomandato (in particolare di vitamina B9) già varie settimane prima del concepimento. È tuttavia importante consultare prima il vostro farmacista o il vostro medico per determinare le vostre necessità con maggiore precisione ed evitare allo stesso tempo un eventuale sovradosaggio che potrebbe causare effetti indesiderati.

In quale forma esistono gli integratori vitaminici?
I complementi vitaminici esistono in vari formati e diverse formule. La composizione e lo spettro delle vitamine ivi contenute possono variare considerevolmente. È dunque importante consultare il proprio farmacista al fine di determinare le vostre necessità di integratori alimentari per rimediare a un’eventuale carenza o proteggervisi ed evitare qualsiasi rischio di consumo eccessivo.

Vi sono vitamine nelle conserve?
Più un alimento è fresco, più elevato è il suo tenore di vitamine. Ad alcuni alimenti possono anche essere aggiunte vitamine. Avendo la temperatura e la modalità di cottura un impatto sulla distruzione di una certa parte delle vitamine contenute negli alimenti, il processo di fabbricazione delle conserve riveste un ruolo fondamentale nella loro preservazione. Ben preparate, le derrate alimentari in conserva possono avere una buona capacità di preservazione delle vitamine.

Qual è la differenza tra le vitamine liposolubili e le vitamine idrosolubili?
Le vitamine liposolubili (A, betacarotene, D, E, K) sono immagazzinate dall’organismo. Le
vitamine idrosolubili (B1, B2, B3, B5, B6, B8, B9, B12, C) lo sono solo in misura minore, ad eccezione della vitamina B12, immagazzinata nel fegato e quindi difficile da eliminare.

La cottura degli alimenti distrugge le vitamine?
La cottura, ma anche la congelazione e l’essiccazione degli alimenti possono distruggere fino a oltre il 60% del loro tenore di vitamine. Alcune vitamine sono più resistenti di altre al calore o alla luce. Gran parte delle vitamine idrosolubili si scioglie nell’acqua di cottura. La cottura a vapore (gli alimenti non sono immersi nell'acqua) o le minestre (viene consumata anche l’acqua di cottura) permettono di meglio conservare le vitamine presenti. Un’alimentazione sana, variata ed equilibrata, essenzialmente composta di prodotti freschi, garantisce, di norma, un apporto sufficiente di tutto lo spettro delle vitamine.

Nota:
le informazioni sopraindicate non sono esaustive e vengono fornite a titolo indicativo. In caso di dubbi o domande, rivolgetevi al vostro farmacista partner Abilis o consultate il vostro medico.

Fonti:
Società Svizzera di Nutrizione SSN
Organizzazione Mondiale della Sanità OMS
Ufficio federale della sanità pubblica UFSP
Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria
Ospedale del Vallese

L'influenza stagionale

Data : 24/02/2020 16:02

Quali sono i sintomi dell’influenza stagionale?
Forte febbre (temperatura superiore a 38°), brividi, tosse secca, mal di testa (cefalee), dolori muscolari e articolari (indolenzimento), malessere generale, mal di gola e naso che cola. Succede che le persone anziane non abbiano febbre. I bambini possono anche soffrire di diarrea e dolori addominali. Alcuni di questi sintomi sono simili a quelli dell’infreddatura e del raffreddore, motivo per cui a volte si tende a confondere queste due malattie.

Qual è la differenza tra l’influenza e il raffreddore?
L’influenza e il raffreddore sono due malattie virali. L’influenza è un’infezione acuta provocata dal virus dell’influenza. Il raffreddore è generalmente la conseguenza di un’infreddatura. I sintomi dell’influenza compaiono in modo più improvviso. La malattia può durare da una a due settimane, persino di più. Il raffreddore, se non porta ad altre complicazioni (bronchite, sinusite, otite, polmonite, crup nei bambini piccoli) dura soltanto qualche giorno e provoca innanzitutto un’affezione delle vie respiratorie: secrezione nasale, starnuti, mal di gola. Questi sintomi compaiono più gradualmente rispetto all’influenza.

L’influenza è pericolosa?
Le donne incinte, le persone anziane (a partire da 65 anni), i bambini prematuri, i bambini da 6 mesi a 5 anni nonché le persone affette da determinate malattie croniche (cardiache, vie respiratorie o diabete) sono considerate persone a rischio in quanto maggiormente soggette a severe complicazioni che potrebbero persino portare alla morte. Il personale sanitario e le persone che si occupano di anziani e lattanti devono a loro volta adottare misure di protezione particolari per non ritrasmettere la malattia alle persone a loro vicine.

Occorre consultare il medico in caso di influenza?
Non è sempre necessario consultare il medico. Per contro, se i sintomi si aggravano, segnatamente se la temperatura supera i 40° fra gli adulti e i 39° fra i bambini, o durano più di una settimana, è preferibile consultare il proprio medico. In caso di dubbi, è sempre possibile consultare un medico online (quello della vostra compagnia d’assicurazione o di una piattaforma online come DrNow.ch) che vi informerà sulle misure adeguate da adottare. Le persone a rischio devono osservare attentamente l’evoluzione della malattia e consultare immediatamente un medico in caso di problemi.

L’influenza è contagiosa?
Le persone infette sono già contagiose un giorno prima dell’apparizione dei sintomi e lo restano per 3-5 giorni (fino al 10° giorno nei bambini). Questo periodo può tuttavia variare a seconda dell’individuo. Il rischio di contagio è più elevato all’inizio della malattia. È pertanto importante restare a casa sin dall’apparizione dei primi sintomi.

Come si trasmette l’influenza?
Il virus dell’influenza si trasmette facilmente per contatto diretto (starnuti, sputi, tosse o mani), in particolare negli spazi chiusi, ma anche per contatto indiretto (maniglie delle porte, schermi tattili, diversi oggetti).

Come limitare il rischio di trasmissione dell’influenza?
È essenziale che le persone infette si lavino regolarmente le mani con acqua e sapone, starnutiscano coprendosi la bocca con la mano o il gomito flesso, si soffino il naso in un fazzoletto di carta e che lo gettino immediatamente dopo. Gli spazi chiusi devono essere regolarmente aerati e i contatti fisici con persone affette evitati.

Come curare l’influenza?
La maggior parte del tempo si alleviano i sintomi con un medicamento a base di paracetamolo. Va evitata l’aspirina che può potenzialmente causare complicazioni in alcune persone. Nel corso di tutta la durata dei sintomi occorre restare a casa, tenersi al caldo, bere molto per compensare la perdita di liquido dovuto alla febbre e riposarsi. Alle persone a rischio possono essere prescritti trattamenti antivirali.

Occorre vaccinarsi contro l’influenza?
Certamente ed è molto semplice: la maggior parte delle farmacie propone la vaccinazione antinfluenzale per le persone a partire dai 16 anni e in buona salute (cfr. la lista delle farmacie che praticano la vaccinazione su www.vaccinazioneinfarmacia.ch). Questa vaccinazione è fortemente raccomandata per le persone appartenenti ai gruppi a rischio (donne incinte per la protezione della madre e del bebè, persone anziane con oltre 65 anni, bambini prematuri dai sei mesi e durante le due prime stagioni influenzali nonché le persone affette da determinate malattie croniche, cardiache, delle vie respiratorie o diabete), ma è indispensabile consultare prima un medico. Anche i fornitori di cure o le persone in contatto con persone a rischio, con lattanti o bambini piccoli devono farsi vaccinare, perché la vaccinazione eviterà di trasmettere il virus influenzale alle persone a loro vicine. La vaccinazione antinfluenzale è il mezzo più efficace, più semplice e più sicuro per evitare di contrarre l’influenza in inverno.

La vaccinazione antinfluenzale è efficace?
L’efficacia della vaccinazione dipende da vari fattori come l’età, l’immunocompetenza della persona vaccinata nonché il grado di concordanza tra la vaccinazione antinfluenzale e il virus in circolazione. L’efficacia è minore nelle persone anziane, affette da malattie croniche o il cui sistema immunitario è carente. Ciononostante, la vaccinazione permette di attenuare la gravità della malattia e di ridurre i rischi di complicazioni. Adeguata ogni anno ai ceppi del virus in circolazione, la vaccinazione antinfluenzale protegge generalmente per 6 mesi. Dopo l’iniezione del vaccino, occorre attendere da una a due settimane prima che il corpo abbia acquisito le difese immunitarie ottimali. Se ci si contamina durante queste due settimane, è ancora possibile prendere l’influenza.

Dove e quando è possibile vaccinarsi contro l’influenza?
In farmacia (lista delle farmacie che praticano la vaccinazione su www.vaccinazioneinfarmacia.ch), dal vostro medico o al centro di vaccinazione. Bisognerebbe idealmente vaccinarsi tra la metà di ottobre e la metà di novembre affinché il sistema immunitario abbia il tempo di costituire le proprie difese prima dell’arrivo dell’influenza. I virus influenzali evolvono costantemente e la composizione delle vaccinazioni viene aggiornata due volte all'anno: è quindi raccomandato farsi vaccinare ogni anno contro l’influenza.

La vaccinazione antinfluenzale provoca effetti indesiderati?
In circa il 5-10% delle persone vaccinate possono verificarsi reazioni come febbre, dolori muscolari o malessere in seguito alla stimolazione delle loro difese immunitarie. Questa reazione è innocua e sparisce entro uno o due giorni. Un rossore, una leggera tumefazione o dolori nel punto dell’iniezione possono a volte durare fino a due giorni. In generale il rischio di essere colpiti dalle severe complicazioni dell’influenza è molto più elevato rispetto al pericolo di dover affrontare effetti secondari indesiderati gravi in seguito alla vaccinazione.

Nota:
le informazioni sopraindicate non sono esaustive e vengono fornite a titolo indicativo. In caso di dubbi o domande, rivolgetevi al vostro farmacista partner Abilis o consultate il vostro medico.

Fonti:
Ufficio federale della sanità pubblica UFSP
Organizzazione mondiale della sanità